2-A CORDE PIZZICATE

LA CHITARRA CLASSICA

La chitarra è uno strumento a corde pizzicate di origine antichissima. Ne esistono di vari tipi, che si differenziano per forma, materiali, timbro sonoro e vengono quindi impiegati per generi diversi.

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La chitarra classica, costruita interamente in legno, è composta essenzialmente di tre parti: la cassa armonica, il manico, le corde.

  • La cassa armonica è a forma di otto, con un foro circolare (denominato rosa sonora) che serve ad amplificare i suoni prodotti dalle corde.
  • Il manico fa corpo con la tastiera (che si prolunga anche sulla cassa, fino alla rosa). I tasti sono delimitati da barrette trasversali e di metallo. Alcuni tasti ( il 3°, il 5°, il 7° ecc.) sono contrassegnati con punti bianchi che servono come riferimento per trovare con maggiore sicurezza i suoni: sono i cosiddetti indicatori di posizione.
  • Le sei corde (di nylon o di metallo) hanno spessori diversi e si tendono tra la cordiera e le viti accordanti, dette anche piroli. Subito sopra la cordiera è il ponticello, che serve a tenere le corde leggermente più alte rispetto al legno della cassa armonica e a migliorare la tensione.

ASCOLTO: Concerto di Aranjuez  – Tico tico

L’ARPA

Di origine antichissima, questo strumento è un cordofono a corde pizzicate e fa parte della famiglia delle arpe, caratterizzata dalla presenza di un certo numero di corde, tese all’interno di un telaio, che vengono pizzicate direttamente con le dita.

Dal timbro morbido, delicato e dolce, l’arpa viene impiegata sia in orchestra, sia come solista. I suoi effetti sonori più caratteristici sono il glissando e l’arpeggio.

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Il telaio è di forma triangolare. La parte superiore consiste in una mensola che ospita la meccanica dei tiranti che servono per intonare le corde.

Le 47 corde sono di materiale e lunghezza diversi: quelle gravi sono più lunghe, grosse e di metallo e hanno un timbro morbido, quelle acute sono più corte, sottili e di budello e hanno un suono limpido. Per facilitare l’esecutore le corde corrispondenti alle note do sono colorate in rosso, quelle corrispondenti al fa in nero.

La parte del telaio che appoggia sulla spalla dell’esecutore ha la funzione di cassa armonica.

7 pedali permettono di ottenere i suoni alterati aumentando o diminuendo la tensione delle corde.

ASCOLTO: Toccata di Paradisi  – Nuvole bianche di Einaudi

IL CLAVICEMBALO

L’aspetto del clavicembalo, nato in Europa alla fine del XIV secolo, è simile a quello del pianoforte a coda. Premendo i tasti si azionano i salterelli, asticciole di legno con “penne” (punte o plettri), che pizzicano le corde tese orizzontalmente sopra la cassa. Le corde vengono pizzicate sempre con la stessa intensità, quindi il suono, metallico e uniforme, non ha sonorità molto forti e variate. Il clavicembalo può avere anche due tastiere.

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La sua estensione può superare quattro ottave. Il timbro delicato del clavicembalo era molto adatto ai salotti eleganti del Seicento e del Settecento, ma, quando la musica strumentale uscì dai salotti per entrare nelle grandi sale dei teatri, questo strumento fu soppiantato dal pianoforte.

ASCOLTO: “Les Sauvages” J. F. Rameau

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QUIZ N.1 – IL CLAVICEMBALO

QUIZ N.2- LA CHITARRA