LA DANZA MEDIEVALE

Da sempre la danza ha avuto per l’uomo un’importanza molto profonda: già per gli uomini primitivi era un rito, che serviva a creare un contatto con le divinità, unendo corpo e spirito. Essa aveva una fortissima valenza sociale e soprattutto religiosa, accompagnando i rituali più importanti come il matrimonio, la caccia, le nascite e la morte. E così è proseguita nei secoli, nelle varie colture e nelle varie civiltà, fino ai giorni nostri.

Con l’avvento della religione cristiana, la danza venne ritenuta una manifestazione peccaminosa, dove protagonista assoluto era il corpo, quindi il male. Dal Medioevo in poi diviene una disciplina rigidamente regolata da leggi e ferree imposizioni.

IL DUECENTO E TRECENTO

Nell’Alto Medioevo la struttura delle danze dei nobili era ancora molto simile a quelle contadine, quale espressione particolare delle feste rituali di un popolo. E’ però solo nei documenti trecenteschi che sono riportati alcuni termini quali carola, farandola, saltarello, trotto, estampida; oggi la ricostruzione di queste danze è lasciata alla fantasia del danzatore, tenendo presente che molte coreografie e movenze delle danze del Quattrocento riprendono e migliorano quelle del secolo precedente.

Possiamo quindi affermare che le danze medievali erano semplici, basate su passi ritmici e figure ripetute, eseguite in girotondo o in fila: sono le carole (in cerchio) e le farandole (in fila) dove tutte le persone si prendono per mano.

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La CAROLA una danza medievale che si eseguiva in circolo

Un’antica danza medievale che si eseguiva in circolo è la danza che porta il nome di carola. Questa danza era ballata da due diversi gruppi di danzatori, che si tenevano per mano, formando un circolo. Al ritmo della musica e battendo le mani, i danzatori in circolo eseguivano piccoli passi alternati, oscillando e muovendosi sul posto. Un capogruppo conduceva la danza, dando il tempo anche al canto e al ritornello, ripetuto da tutti i danzatori. Questa danza medievale, in origine, si svolgeva intorno a un albero, oppure intorno a un giullare, o un menestrello. La musica che veniva eseguita durante questa danza medievale era ripetitiva, ma non ne è rimasta traccia. Ricchissime, invece sono le testimonianze letterarie dove è descritta la carola, anche Dante parla di questa danza medievale eseguita in circolo in un passo del Paradiso nella Divina Commedia, mentre Giovanni Boccaccio la cita nel Decamerone.

 LA FARANDOLA: LA DANZA DEL LABIRINTO

La Farandola è una danza con un unico passo base (per lo più saltellato), in cui il capo fila sceglie i cambi di direzione determinando le serpentine e gli intrecci più fantasiosi: annoda e scioglie, fa e disfa proprio come le Norne con il filo del destino.

La farandola è probabilmente la danza più antica, legata ai primi riti agrari: è la danza del labirinto con le sue figure a chiocciola e del serpente, ma è anche la danza intorno al fuoco, centro sacro della vita del villaggio. Così il labirinto ha sempre un’uscita e la danza è una danza di morte e rinascita a simboleggiare il concetto di eterno ritorno: tutti devono percorrere lo stesso cammino abbandonandosi alla volontà di chi conduce la danza, a simboleggiare l’umanità incatenata che non può che seguire il percorso tracciato.

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IL SALTARELLO 

Il Saltarello (o salterello), danza di carattere vivace di origine antica, diffusa già nell’antica Roma col nome di “saltatio”. Il saltarello non è composto da tutti passi saltati bensì da passi doppi di cui alcuni saltati. I primi due passi erano brevi e si ballavano sulle punte dei piedi: al primo passo ci si alzava lentamente, al secondo ci si abbassava rapidamente. Per tale motivo questi due passi erano chiamati passi ondeggiati.

Per la sua vivacità era il ballo prediletto dai giovani, essendo essenzialmente una danza di corteggiamento, con movimenti relativamente semplici che consistevano prevalentemente in una serie di giri, durante i quali i danzatori si trovavano di fronte o a fianco, o si inseguivano oppure giravano in tondo sotto braccio o l’uno intorno all’altro.