1-IL SUONO E I SUOI PARAMETRI

Un evento sonoro è sempre prodotto da qualcosa che si muove, cioè dalle vibrazioni di un materiale elastico: metallo, legno, aria, Corde o altro.

Per pensare a un corpo elastico che vibra, proviamo a immaginare un elastico teso. Se proviamo a pizzicare l’elastico, notiamo che questo inizia a vibrare e produce un suono. Dopo qualche secondo, quando finisce la vibrazione, il suono non si sente più e l’elastico torna nella posizione iniziale.

Possiamo dire quindi che: il suono è generato da un corpo che vibra e, di conseguenza, ogni corpo che, vibrando, produce un suono diventa una sorgente sonora. Se pensiamo agli strumenti musicali possiamo dire che il suono è generato dalle vibrazioni di pelli (nelle percussioni come i tamburi), di corde (negli strumenti a corda come la chitarra o il violino), sottili lamelle di legno (in alcuni strumenti a fiato come il clarinetto), labbra dell’esecutore (in altri strumenti a fiato come la tromba).

Comunemente chiamiamo “suoni” gli eventi sonori gradevoli, quelli che ci piacciono, e “rumori” gli eventi sonori che non ci piacciono e che troviamo fastidiosi. Tuttavia in acustica, la scienza che studia i fenomeni sonori, esiste una precisa classificazione basata sulle vibrazioni da cui i fenomeni stessi sono prodotti:

  • Se le vibrazioni sono regolari generano un suono determinato, preciso, identificato da un nome: Do, Re, Mi ……;

sinusoide

  • Se invece le vibrazioni sono irregolari, generano un rumore, cioè un suono indeterminato e impreciso.

rumore

LA TRASMISSIONE (Video)

La sorgente sonora è solo l’inizio del percorso legato al suono perché questo, per essere riconosciuto come tale, deve arrivare fino a noi. Consideriamo però che il suono “non si vede”, che cosa è, e soprattutto, in che modo arriva al nostro cervello?

L’oggetto percosso si mette a vibrare e trasmette queste vibrazioni all’ambiente circostante, che funge da mezzo propagante.

propagazione suono

Il principale mezzo propagante è l’aria; nel vuoto, invece, non si può avere il suono perché non vi è nulla che possa fungere da mezzo propagante. L’aria che circonda la sorgente acustica viene dunque smossa dalle vibrazioni di questa: si produce così una serie di onde sonore che si diffondono attorno alla sorgente acustica allargandosi in sfere concentriche

acqua

e creando zone alterne di compressione e di rarefazione. La velocità con cui si propagano le onde dipende dalla densità del mezzo propagante: più le molecole sono compatte più sarà veloce la propagazione. Nell’aria si diffonde con una velocità di circa 340 metri al secondo, nei liquidi con una velocità di circa 1500 metri al secondo, mentre nei metalli raggiunge i 5.000/6.000 metri al secondo.

compressione rarefazione

L’ultima parte del percorso del suono è l’arrivo al nostro orecchio (Video) e al nostro cervello. L’organo sensoriale (l’orecchio) ha il compito di raccogliere le vibrazioni, trasformarle in impulsi nervosi e farle arrivare al cervello, per la classificazione finale del suono. Il nostro apparato uditivo è formato da tre parti: orecchio esterno, orecchio medio, orecchio interno. L’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare, dal condotto uditivo e dal timpano. All’interno dell’orecchio medio, troviamo tre ossicini chiamati: martello, incudine e staffa. Nell’orecchio interno troviamo la coclea, dalla forma simile al guscio di una lumaca. La coclea contiene un liquido che viene messo in movimento dal segnale trasmesso dalla staffa (l’ultimo dei tre ossicini). Questo movimento stimola un gruppo di terminazioni nervose collegate al nervo acustico il quale è collegato, a sua volta, al cervello.

IL SILENZIO

In natura non esistono solo suoni e rumori, talvolta possiamo trovare un terzo “effetto”: il silenzio. Bisogna dire però che il silenzio assoluto è assai raro: la vita moderna, il caos delle città, la tecnologia e qualche volta la natura stessa non ci permettono di assaporare il piacere del silenzio, ma anzi ci “bombardano” in continuazione di eventi acustici che possono anche essere dannosi per la nostra salute. L’uomo moderno è talmente disabituato al silenzio che se si trovasse nel “nulla sonoro” impazzirebbe.

I PARAMETRI DEL SUONO

Tutti gli oggetti possono essere facilmente classificati per le loro caratteristiche quali la forma, la lunghezza, il peso, il colore, ecc. Ma cosa accade quando parliamo dei suoni che si sentono ma non si vedono?

I suoni sono classificabili perché hanno caratteristiche ben precise; questi sono i parametri del suonoL’INTENSITA’, L’ALTEZZA, LA DURATA E IL TIMBRO (Video).

suono

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