1-F.J. HAYDN

FRANZ JOSEPH HAYDN

Joseph_Haydn.jpgNasce nel 1732 a Rohrau, in Austria, dove inizia precocemente a studiare musica. A otto anni si trasferisce a Vienna come ragazzo cantore della cappella di Santo Stefano e qui prosegue gli studi di canto, violino, clavicembalo e composizione. Dopo alcuni anni di ristrettezze economiche, entra nel 1759 a servizio della famiglia Esterhàzy, alla quale resterà legato per quasi tutta la vita. Nella residenza del principe Nicola, Haydn compone musica per le più svariate occasioni: serenate e divertimenti, sonate e quartetti, opere e musica sacra. Per circa trent’anni Haydn ha l’obbligo di comporre e dirigere due concerti sinfonici la settimana. La sua produzione è quindi vastissima e comprende tra l’altro 107 sinfonie, 52 sonate, 83 quartetti e fra questi il “Kaiser Quartett“, la musica dell’attuale inno nazionale della Germania. La pubblicazione delle sue opere lo rende celebre in tutta Europa. Morto il principe Nicola, nel 1791 è invitato a Londra per dirigere personalmente sei sinfonie composte per l’occasione. L’accoglienza trionfale induce Haydn a ritornarvi fra il 1794 e il 1795. Rientrato a Vienna, scrive gli oratori “La creazione” e “Le stagioni” ed è per qualche tempo maestro di Beethoven. Muore nel 1809 circondato dall’affetto e dall’ammirazione dei viennesi. Attraverso una vastissima produzione egli perfeziona il linguaggio e le forme della musica strumentale del Settecento a tal punto che si parla di lui come del padre della sinfonia, della sonata e del quartetto (2 Violini, 1 Viola, 1Violoncello)

LE VACANZE DEI MUSICISTI E LA SINFONIA “DEGLI ADDII”

La Sinfonia n. 45, cosiddetta degli addii, è espressione dello spirito gentile di Haydn. Finché un compositore è al servizio di un aristocratico, e questo accade fino a Beethoven, viene di fatto inquadrato nella categoria della “servitù”: certamente rispettato e ben retribuito, almeno nei casi dei compositori più famosi, ma comunque un dipendente, in tutto e per tutto legato alle esigenze, se non ai capricci, del padrone. Il principe Esterhàzy, presso la cui corte Haydn lavora e compone per trent’anni, ad esempio, esige che i musicisti della sua orchestra, di cui Haydn è il direttore, restino a corte, a disposizione per ogni evenienza fintanto che lui stesso, il principe, è presente nella residenza. Nel 1772 il principe prolunga oltre l’abitudine la sua permanenza nella residenza estiva e così i musicisti per mesi non possono tornare alle loro famiglie. All’epoca non esistevano i diritti riconosciuti ai lavoratori e nessuno osa fare richieste al nobile Esterhàzy. Haydn la mette sullo scherzo: scrive una sinfonia in cui, a un certo punto, i musicisti smettono uno a uno di suonare, spengono la candela e se ne vanno. Esteràzy, probabilmente indifferente ai bisogni dei suoi dipendenti, ha però il senso dell’ironia: capito il messaggio, congeda gli orchestrali.

VERIFICO LE MIE COMPETENZE CON IL

QUIZ N.1

QUIZ N.2

Pubblicità