1-W.A. MOZART

MOZART: UN BAMBINO PRODIGIO (Video 1)

E’ una sera del 1756 nella città di Salisburgo, in Austria. Nasce uno dei più grandi geni della musica di tutti i tempi: Wolfgang Amadeus Mozart. Il padre Leopold è compositore al servizio del principe arcivescovo della città. Wolfgang ha una sorella, maggiore di cinque anni, Nannerl, che dimostra un precoce talento musicale nel suonare il clavicembalo. Il piccolo Wolfgang a soli tre anni vuole imitare la sorella e cerca di “trovare” sullo strumento le melodie che risuonano nella casa. All’età di cinque anni inizia a comporre piccoli pezzi, che il padre, consapevole della sua genialità, trascrive sul quaderno ( Minuetto in sol Maggiore K1);

a sei anni è già in grado di esibirsi in concerto pubblico; a otto è un virtuoso del clavicembalo e del violino e scrive la sua prima sinfonia (Sinfonia n.1 K16); a undici compone il suo primo oratorio e a dodici il primo melodramma (La finta semplice).

Per l’educazione del piccolo Mozart è fondamentale il ruolo del padre (Video 2), che si dedica completamente a questo bambino prodigio, abbandonando ogni ambizione di carriera. Orgoglioso di mostrare al mondo l’eccezionale talento del piccolo Wolfgang, Leopold intraprende con la famiglia lunghi viaggi in tutte le principali città europee (Vienna, Monaco, Parigi, Roma, Londra) e fa esibire il figlio davanti a re, regine e principi.  Durante i concerti Wolfgang suona il clavicembalo, il pianoforte, il violino e anche l’organo (lo suona stando in piedi per poter arrivare alla pedaliera). E’ quasi sempre accompagnato dalla sorella Nannerl.

Il piccolo Mozart è maestro nell’arte di improvvisare (Video 3) e stupisce gli spettatori con ogni sorta di trovata, come suonare la tastiera del clavicembalo coperta con un panno o dandole le spalle (con le mani dietro la schiena). A otto anni dimostra le capacità e le competenze di un musicista adulto e il pubblico ammirato lo riempie di complimenti e regali.

I viaggi che la famiglia Mozart deve affrontare(Video 4) per raggiungere le città europee sedi dei concerti sono lunghi e faticosi e se i bambini si ammalano “saltano” le esibizioni e i relativi compensi. Questa vita difficile e faticosa occupa gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza di Mozart, determinando probabilmente la sua salute fragile, anche se contribuisce moltissimo alla sua maturazione artistica.

MOZART A SALISBURGO: IL SOGNO DELLA LIBERTA’

Durante i suoi viaggi Wolfgang conosce molti musicisti (Video 5) e viene a contatto con ogni tipo di musica, assimilando tutto ciò che ascolta. Un esempio che ci dà la misura del suo talento straordinario è quello relativo alla sua visita alla Cappella Sistina a Roma. Qui Mozart ascolta il celebre “Miserere” di Gregorio Allegri, un brano polifonico di musica sacra molto complesso, della durata di oltre dieci minuti. Il brano è così famoso che il papa se ne è riservato l’esclusiva, vietando la pubblicazione della partitura. Quando Mozart torna in albergo prende della carta pentagrammata e, con il solo aiuto della prodigiosa memoria, lo trascrive per intero. L’impresa è talmente eccezionale che il papa, ammirato, gli conferisce un’importante onorificenza. (Video 6 e il viaggio in Italia) 

Il servizio del padre presso l’arcivescovo di Salisburgo è pagato poco, ma in compenso lascia molta libertà ai Mozart per i loro viaggi. La situazione cambia quando al vecchio arcivescovo succede nel 1771 Hieronymus Colloredo, che sopporta malvolentieri i Mozart a causa delle loro continue assenze.

Nello stesso anno viene ufficializzata la posizione di Wolfgang, che già da tempo componeva musica per la corte, con la nomina a primo violino e direttore d’orchestra: gli viene affidato il compito di comporre musica di intrattenimento per allietare le feste presso la corte dell’arcivescovo e musica sacra per la cappella di corte.

Sono di questo periodo i concerti per violino e orchestra e i primi concerti per pianoforte, che Mozart scrive per alcune dame salisbrghesi sue allieve.

Ben presto però il giovane Wolfgang si rende conto che la piccola città di Salisburgo è un orizzonte troppo ristretto per le sue ambizioni (Video 7).

Nel 1777, dopo aver lasciato l’incarico presso l’arcivescovo , Mozart si reca a Parigi con la madre (Video 8) , ma il viaggio non dà frutti sperati (un impiego più prestigioso), e si rivela fatale per la madre, che muore logorata da una vita di continui spostamenti.

Nel 1779 ritorna a Salisburgo , dove viene reintegrato a corte con l’incarico di primo organista e primo violino. Ma dopo un nuovo litigio con l’arcivescovo, nel 1781, scrive una lettera di dimissioni. La lettera non viene neanche presa in considerazione e Mozart allora chiede un’udienza: a riceverlo è il responsabile della servitù, che lo butta letteralmente fuori dalla porta con una pedata nel sedere. Quel calcio lancia Mozart verso la libertà: il giovane musicista prende la decisione di rinunciare alla sicurezza dell’impiego a corte e di scegliere la libertà professionale. Questo comporta di trasferirsi nella capitale dell’impero: Vienna.

MOZART A VIENNA: IL PERIODO D’ORO

A Vienna Mozart si guadagna da vivere come musicista indipendente, non più al servizio di un padrone ma scrivendo musica su commissione, eseguendo musiche proprie, organizzando concerti a pagamento e dando lezioni di musica. La giornata è frenetica: la mattina insegna, il pomeriggio compone, la sera suona, di notte spesso ancora compone.

Mozart è irresistibilmente attratto dal teatro, che ha imparato ad apprezzare durante i viaggi in Italia (a soli dodici anni aveva scritto la sua prima opera buffa, “La finta semplice”) e ottiene il primo successo nell’ambito del melodramma nel 1780 quando il principe Karl Theodor gli affida l’incarico di scrivere una nuova opera per il teatro di Monaco. Mozart compone “l’Idomeneo”, una vicenda che narra la storia del re di Creta Idomeneo ai tempi della guerra di Troia. L’accoglienza del pubblico per l’opera è calorosa e il compositore si rende conto di aver raggiunto anche in questo campo la piena maturità.

L’opera successiva è un altro capolavoro: “Il ratto dal serraglio” (1782), ambientata nel lontano Oriente e scritta in lingua tedesca al posto della lingua italiana.

I primi anni a Vienna sono felici e fruttuosi: Mozart è l’idolo del pubblico viennese, sia come pianista, sia come compositore e Haydn lo celebra come “il più grande compositore del mondo”. Ma egli non dà peso né alle onorificenze ricevute né al denaro, che guadagna in abbondanza ma che spende troppo facilmente. Nel 1782 sposa Costanza Weber (Video 9) contro il volere del padre. Costanza gli darà diversi figli, di cui però solo due vivranno.

A contatto con il ricco e stimolante ambiente culturale viennese, Mozart acquisisce maggior consapevolezza e si iscrive alla massoneria, attratto dagli ideali umanitari e di fratellanza che caratterizzano quel movimento.

In questo periodo Mozart compone i grandi concerti per pianoforte destinati alle accademie in cui si esibisce personalmente, o alle sue allieve, alcune delle quali sono ottime virtuose. A proposito di questi concerti Mozart scrive al padre in una lettera del 1783: “Questi concerti sono una via di mezzo fra il troppo difficile e il troppo semplice: sono molto brillanti, gradevoli e naturali senza cadere nella banalità. In certi punti solo gli intenditori possono ricavarne diletto, ma faccio in modo che anche i non intenditori restino contenti, pur senza sapere il perché”. E’ proprio questa una delle caratteristiche che rendono unica la musica mozartiana: la capacità di conciliare e far convivere semplicità e complessità, sensazionalità e raffinatezza. Le composizioni di Mozart, che si possono considerare la sintesi di tutti gli stili dell’epoca, sanno parlare a ogni singolo ascoltatore, indipendentemente dalla sua preparazione culturale o estrazione sociale.

Solo dopo pochi anni dall’arrivo a Vienna, la situazione per Mozart cambia radicalmente: man mano egli vede diminuire il successo e i suoi guadagni ne risentono. Le condizioni economiche del compositore diventano sempre più difficili. Nel 1787 compone due quintetti per archi (K515 e K 516), grandi capolavori di musica da camera. Nello stesso anno sopraggiunge inaspettata la morte del padre, un lutto che segna profondamente l’artista. Mozart inizia a manifestare una profonda crisi umana esistenziale.

Il suo incontro con Lorenzo da Ponte(Video 10), librettista italiano, è fondamentale per la creazione delle sue grandi opere teatrali di questo periodo: “Le nozze di Figaro” (Video 11) 1786, “Don Giovanni” 1787 e “Così fan tutte” (1790).  (VIDEO)

Nel 1788 compone le ultime grandi sinfonie, fra cui la celebre Sinfonia 40, forse la più nota e amata dal pubblico di tutti i tempi.

Nel 1790, per i festeggiamenti in occasione dell’incoronazione del nuovo imperatore austriaco Leopoldo II, Mozart scrive popolare “Concerto per pianoforte K 537”, detto appunto “dell’Incoronazione”, che egli esegue personalmente a Francoforte, intanto la sua situazione economica continua a peggiorare e i debiti aumentano.

Nell’ultimo anno di vita, per procurarsi il denaro per pagare i creditori, nonostante le ormai precarie condizioni di salute, Mozart è costretto a lavorare moltissimo; compone grandi capolavori di musica strumentale e si dedica anche al melodramma.

Nel 1791 inizia a scrivere il celebre “Flauto magico”, contemporaneamente compone, in sole tre settimane, l’opera seria “La clemenza di Tito”(Video 12), commissionata per celebrare, a Praga, l’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia. Il pubblico praghese, sempre molto affezionato a Mozart, accoglie l’opera con entusiasmo. Il “Flauto magico” è composto su libretto del suo amico Schikaneder ed è scritto in tedesco.

Anche nel comporre melodrammi, Mozart scrive di getto, senza correggere, con incredibile facilità, e gli spartiti nascono già perfetti. La mano non fa altro che trascrivere la musica che è già tutta nella sua mente. La musica mozartiana ha spiccate caratteristiche teatrali. Le melodie disegnano i caratteri e delineano con precisione le personalità dei protagonisti delle vicende.

Fra le sue ultime composizioni ricordiamo il “Requiem” (Video 14), rimasto incompiuto per la sua morte e completato da un suo allievo successivamente.

Mozart si spegne a Vienna il 5 dicembre 1791 (Video 15). Viene seppellito, nell’indifferenza totale, in una fossa comune, senza nemmeno una croce per indicare un luogo in cui piangere il più grande genio della musica.

Le opere di Mozart possono considerarsi la sintesi, illuminata dal suo straordinario genio, di tutti gli stili musicali dell’epoca. Nonostante negli ultimi anni della sua vita Mozart abbia dovuto sopportare molte difficoltà e delusioni, l’esperienza della sofferenza ha poco spazio nella sua musica, che rimane serena e misurata, di una bellezza senza tempo, perfetta in ogni suo aspetto.

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