4-COSI’ FAN TUTTE

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti (K 588) è un’opera buffa in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart. È la terza ed ultima delle tre opere italiane “buffe” scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte (da Le metamorfosi Ovidio e da La grotta di Trofonio di Giovanni Battista Casti).

Fu commissionata dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena in seguito alle felici riprese viennesi (1788-1789) di Le nozze di Figaro e Don Giovanni.

Fu rappresentata per la prima volta il 26 gennaio 1790 al Burgtheater di Vienna, diretta dal compositore.

PERSONAGGI

  • Fiordiligi, dama ferrarese abitante in Napoli – soprano
  • Dorabella, dama ferrarese e sorella di Fiordiligi – soprano
  • Guglielmo, ufficiale, amante di Fiordiligi – basso
  • Ferrando, ufficiale, amante di Dorabella – tenore
  • Despina, cameriera – soprano
  • Don Alfonso, vecchio filosofo – basso
  • Soldati, servi e marinai – coro

 

OUVERTURE 

L’ouverture è introdotta da un breve tema lento e solenne, che sfocia in una frase musicale che sarà ripresa nel secondo atto, intonata dai personaggi maschili e abbinata proprio alle parole che danno il titolo dell’opera. Chi la sente non può fare a meno di cantare a propria volta, anche solo mentalmente, “Co-sì-fan-tut-te”! Subito, però, il ritmo cambia e mette in chiaro come questo sia, a tutti gli effetti, un dramma “giocoso”. Ecco dunque una scatenata successione di note fuggevoli con flauti e archi che si intrecciano fra loro, quanto mai adatta a ciò che seguirà. Nel finale, c’è chi ha riconosciuto un richiamo (scherzoso pure questo) alla musica che ne “Le nozze di Figaro” accompagnava la frase di Don Basilio “Così fan tutte le belle”, come a voler sottolineare anche attraverso la partitura quel riferimento testuale fra le due opere che per Mozart rappresentava soprattutto una strizzatina d’occhio verso i suoi ascoltatori più attenti (a trovate di questo tipo era già ricorso, in maniera ben più scoperta, nel “Don Giovanni”, quando l’orchestrina durante il pranzo del seduttore suonava un brano dell’opera precedente).

  •   ATTO I 

In un caffè di Napoli i due ufficiali militari Ferrando e Guglielmo si vantano della fedeltà delle loro fidanzate, le sorelle Dorabella e Fiordiligi.
Don Alfonso, loro amico, li contraddice affermando, con aria da filosofo cinico, che la fedeltà femminile non esiste (tutti sanno che c’è ma nessuno sa dov’è) e che, se si presentasse l’occasione, le due innamorate dimenticherebbero i propri fidanzati e si getterebbero tra le braccia di nuovi amori.
A seguito di questa dichiarazione, i due ufficiali vorrebbero sfidarlo a duello per difendere l’onore delle future spose. Ma per provare ai due amici che le fidanzate non sono diverse dalle altre donne, Don Alfonso scommette cento zecchini: per un giorno, Ferrando e Guglielmo dovranno attenersi ai suoi ordini. (7.16 del Video)
Nel frattempo, nel giardino della loro casa sul golfo, Fiordiligi e Dorabella ammirano sognanti i ritratti dei fidanzati, ma si inquietano perché sono già le sei del pomeriggio e i due non sono ancora venuti a trovarle, come fanno tutti i giorni (15.10 del Video)
Ad arrivare è invece Don Alfonso, foriero di una terribile notizia: i due giovani sono stati chiamati al fronte e devono partire all’istante. Arrivano anche Ferrando e Guglielmo che fingono di dover partire (20.50 del Video) (“Bella vita militar” 27.07 del video).

La cameriera Despina, complice di Don Alfonso, esprime alle due sorelle le proprie idee circa la fedeltà maschile e le esorta a “far all’amor come assassine” poiché i fidanzati al fronte faranno altrettanto (“Che vita maledetta!” 38.21 del Video).

Don Alfonso promette a Despina venti scudi se lo aiuterà a far entrare nelle grazie delle sorelle due nuovi pretendenti (48.04 del Video).
Travestiti da ufficiali albanesi, si presentano dunque gli stessi Ferrando e Guglielmo.
Le padrone sono furenti per la presenza degli sconosciuti e i finti albanesi si dichiarano spasimanti delle sorelle. Don Alfonso presenta gli ufficiali come Tizio e Sempronio, suoi cari amici (52.42 del Video) .
Alle loro caricaturali offerte d’amore, Fiordiligi risponde che resteranno fedeli agli amanti fino alla morte  ma i due pretendenti continuano con il corteggiamento.     (“Come Scoglio” 59.14 del video)
Don Alfonso si allontana con gli albanesi, che poco lontano fingono di suicidarsi per il dolore bevendo del veleno, Don Alfonso finge di andare in cerca di un medico e lascia i due agonizzanti davanti alle esterrefatte sorelle, che iniziano a provare compassione       ( “L’arsenico mi liberi” 1.20.04 del Video).

Sopraggiunge Despina, travestita da medico, declamando frasi in un latino maccheronico e fa rinvenire gli albanesi toccandoli con una calamita. I finti albanesi rinnovano le dichiarazioni di amore e abbracciano le donne
Despina e Don Alfonso guidano il gioco esortando le donne ad assecondare le richieste dei nuovi spasimanti resuscitati, i quali si comportano in modo molto passionale.
Quando i due pretendono un bacio, Fiordiligi e Dorabella si infiammano indignate e rifiutano. (1.25.17 del Video)

  •     ATTO II 

Nella loro camera Fiordiligi e Dorabella si fanno convincere da Despina a “divertirsi un poco, e non morire dalla malinconia”, senza mancare di fede agli amanti, s’intende. Sarà un gioco, nessuno saprà niente, la gente penserà che gli albanesi che girano per casa siano spasimanti della cameriera (“Una donna a 15 anni”1.38.12 del video). Rimane solo la scelta.  Dorabella  decide per prima e sceglie Guglielmo,  a Fiordiligi resta  il biondo Ferrando che comunque, non le dispiace affatto. (5.07 del video)

Nel giardino sul mare i due albanesi hanno organizzato una serenata alle dame con suonatori e cantanti in barca. Don Alfonso e Despina spingono gli amanti e le donne a parlarsi e li lasciano soli. Fiordiligi e Ferrando si allontanano, suscitando la gelosia di Guglielmo che riesce a conquistare Dorabella offrendole un regalo. Fiordiligi è sconvolta, capisce che il gioco si è trasformato in realtà. Quando Ferrando si accomiata, ella ha un attimo di debolezza e vorrebbe richiamarlo, poi rivolge il pensiero al promesso sposo Guglielmo e si dichiara a lui fedele. Questi è imbarazzato nel comunicare a Ferrando che Dorabella ha ceduto facilmente, ma è felice del fatto che Fiordiligi si sia dimostrata “la modestia in carne”, commentando l’infedeltà di Dorabella.

In casa, Dorabella esorta Fiordiligi a divertirsi. Fiordiligi decide di travestirsi da ufficiale e raggiungere il promesso sposo sul campo di battaglia: si fa portare delle vesti maschili e, specchiandosi, constata il fatto che cambiare abito significa perdere la propria identità; sogna che, una volta al fronte, nonostante il travestimento Guglielmo la riconosca, ma Ferrando arriva e interrompe i suoi pensieri e rivolgendole parole che probabilmente Guglielmo non ha mai usato, chiede la sua mano. Guglielmo, che ha assistito al dialogo, è furente, e anche Ferrando odia la sua ex fidanzata, ma Don Alfonso, che ha ormai dimostrato quanto voleva, li esorta a concludere la commedia con doppie nozze: una donna vale l’altra, meglio tenersi queste “cornacchie spennacchiate”. Don Alfonso spiega di non voler biasimare le donne, anzi le scusa, è colpa della natura se “così fan tutte” (2.44.16 del Video).

Nella sala illuminata, con la tavola imbandita per gli sposi, Despina organizza le nozze e il coro di servi e suonatori celebra le nuove coppie.
Il notaio (Despina travestita) fa firmare il finto contratto nuziale. Ma un coro interno intona “Bella vita militar!” e le sorelle rimangono impietrite : i fidanzati sono tornati! Nascosti gli albanesi in una stanza, le due donne si preparano ad accogliere Ferrando e Guglielmo, che fingono di insospettirsi quando scoprono il notaio e il contratto (2.55.19 del Video fino alla fine). Don Alfonso si giustifica dicendo di aver agito a fin di bene, per rendere più saggi gli sposi. Le coppie si ricompongono come in origine e tutti cantano la morale: “Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso, / e tra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa”. 

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