4-LA TONALITA’

LA TONALITA’

Per indicare a quale scala si fa riferimento nel comporre una melodia, si utilizza il termine tonalità. Ad esempio, se si è utilizzata la scala di Do, si dice che il brano è in tonalità di Do. Ogni tonalità è caratterizzata dalle alterazioni della relativa scala. Ad esempio, la tonalità di Re maggiore utilizza due alterazioni: il Fa# e il Do#, come la scala. Per comodità, le alterazioni vengono scritte subito dopo la chiave (armatura di chiave). Per tonalità, quindi, s’intende sia le scale maggiori e minori costruite sulle dodici note della scala cromatica sia il rapporto di attrazione esistente fra i suoi di una scala rispetto al primo e tra di loro. La tonica (1°grado) è il grado più importante della scala, sul quale si poggiano tutti gli altri. E’ il suono che da un senso di conclusione al brano e infatti lo troviamo sempre come ultima nota. La dominante (5°grado) è la seconda nota per importanza nella scala e rappresenta il punto di massima sospensione. La mediante, chiamata anche modale o caratteristica (3°grado) è disposta esattamente a metà strada fra tonica e dominante e ha un ruolo decisivo nella costruzione della scala e ci fa capire se la tonalità è maggiore o minore. La sensibile (7°grado) è la nota più instabile della scala. Essendo vicino alla tonica ne è fortemente attratta: infatti spesso compare nel finale prima della tonica.

LE TONALITA’ MAGGIORI

ARMATURA DI CHIAVE