4-LA MUSICA LEGGERA

LA MUSICA LEGGERA DELL’800

Con l’Ottocento, si moltiplicano i luoghi di divertimento (café-chantant o le sale da ballo) in cui la musica interviene con le funzioni, meno impegnative, di divertire e accompagnare la danza.
La musica “leggera”, che avrà ancor più rilevanza nel Novecento, anche per la progressiva funzione che assumeranno nel secolo XX la radio e la televisione, diviene un fenomeno pubblico e commerciale, e nasce una nuova categoria di musicisti addetti specificamente all’allestimento di canzoni e ballabili.
Non vanno dimenticate altre fondamentali occasioni di vita musicale: la lotta politica, la guerra, e sul finire dell’Ottocento anche la protesta sociale e l’organizzazione delle masse lavoratrici. Fiorisce, in queste situazioni, un ricco patrimonio di canti popolari.
L’interesse per la cultura del popolo, tipica dell’Ottocento, porta alla scoperta delle danze rustiche e nazionali. Di qui la fioritura di valzer, mazurche, polacche e la valorizzazione di tradizioni come quella del Lied tedesco.

IL VALZER
Il valzer, così come lo conosciamo oggi, nacque in Germania e in Austria, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Infatti, la parola “valzer” viene dal tedesco “walzen”, cioè “girare“. All’epoca, durante i balli di corte e le feste aristocratiche si ballava il minuetto, un ballo rigido e formale, il valzer invece era un ballo dei strati bassi del popolo.
Inizialmente, molti erano scandalizzati da questo nuovo ballo perché i ballerini danzavano a stretto contatto l’uno con l’altra, in una sorta di abbraccio. Fu ritenuto un ballo volgare, ma ciò nonostante divenne presto una moda che conquistò tutti, anche negli strati più alti della società.
Il famoso compositore viennese Johann Strauss (1825-1899) compose ca. 200 valzer ed è noto proprio come “re del valzer”. La sua più famosa composizione è il valzer “An der schönen blauen Donau” (“Sul bel Danubio blu“). Con Johann Strauss nasce il “valzer viennese” che da allora in poi non mancò più a nessun festeggiamento della corte degli Asburgo.

IL LIED
Composizione caratteristica dell’Ottocento tedesco, il Lied («canto») testimonia il felice incontro tra le due espressioni artistiche più tipicamente romantiche: la musica e la poesia. La forma musicale del Lied, un canto eseguito da una voce solista con l’accompagnamento, generalmente, del pianoforte, segue infatti l’andamento dei versi e delle strofe di un testo poetico, tratto dall’opera di grandi poeti romantici, ma spesso anche dal vasto patrimonio di canti e poesie popolari che proprio allora, nello spirito del recupero delle tradizioni nazionali, venivano raccolti Anche il Lied, per le sue particolari caratteristiche musicali, ha come ideale ambiente di diffusione il salotto romantico borghese.
Fra i più noti autori di Lieder ricordiamo Schubert, Schumann, Mendelssohn e, più tardi, Johannes Brahms (1833-1897).

LA CANZONE

La canzone, oltre a essere una forma musicale molto semplice, è forse il genere più diffuso e ascoltato nella nostra società. Per la sua facile e immediata comprensione è infatti utilizzata nelle più svariate situazioni (nei concerti, in chiesa, con gli amici, nelle feste, come colonna sonora, nelle scuole, ecc.) ed è alla base della cosiddetta “musica leggera” quella musica che si può eseguire anche se non si hanno conoscenze musicali molto approfondite.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la canzone è una forma musicale molto antica, che ha le sue origini nelle civiltà primitive. Ad esempio, nell’antica Grecia era abbinata alla poesia e Omero recitava i suoi poemi accompagnandosi con la cetra; nel Medioevo i menestrelli e i giullari giravano di castello in castello cantando le gesta dei cavalieri attraverso canzoni e anche il canto popolare, sin dalle origini, si è espresso quasi sempre in questa forma musicale.

E’ però solo alla fine del Settecento in Francia che diventa una forma di spettacolo musicale e nasce il concetto moderno di canzone: componimento musicale e poetico, nato per celebrare determinate ricorrenze o per rendere omaggio ad una persona.

In Italia la troviamo nelle cantate regionali (musica popolare) e nell’età rivoluzionaria napoleonica si afferma attraverso gli inni politici.  L’altro filone in cui emerge è la canzone sentimentale, genere che si realizza attraverso uno scambio continuo di melodie e spunti con le arie del melodramma (la canzone napoletana “Te voglio bene assje, e tu non pienze a me”, di Sacco e Donizetti). Questo genere di canzone si diffonde velocemente e si ha notizia che già nel 1839 si teneva, nella grotta di Pozzuoli, un concorso di canzoni improvvisate che venivano giudicate e premiate direttamente dal pubblico.

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