4-IL BALLETTO

IL BALLETTO DALLE ORIGINI ALLA FINE DEL 1700

La danza delle origini

La danza, come forma di espressione e di comunicazione, accompagna da sempre l’umanità perché permette di trasferire una vastissima varietà di emozioni, messaggi e significati sociali in praticamente tutte le culture del mondo.
Storicamente, ballare ha celebrato con enfasi e partecipazione eventi periodici,come il cambio di stagione e i riti di fertilità, oppure avvenimenti speciali, come la nascita e la morte, l’ingresso nell’età adulta, il corteggiamento e il matrimonio.
In particolare, la danza tribale è servita come addestramento per la caccia o la guerra, sottolineando prestanza fisica e coordinazione di gruppo.

Cosa sappiamo del ballo preistorico?
Le più antiche testimonianze risalgono alle incisioni di Bhimbetka, in India, di circa 11 mila anni fa.
Gli studiosi ritengono che le danze di molte culture tribali, come quelle africane, abbiano mantenuto molte caratteristiche dei balli più antichi, ma rimangono aperti diversi dubbi e interrogativi.

Dall’Antichità Classica al Rinascimento

Greci e Romani avevano gusti molto differenti in fatto di danza.
Per i Greci era una forma alta di arte, con opere specificamente dedicate alla guerra, alla religione e alla festa, e il teatro era il palco privilegiato.
Per i Romani, invece, la danza era fortemente legata allo spettacolo ed erano molto amati i mimi, che si esibivano anche danzando.
È difficile oggi ricostruire il livello di maestria e simbolismo raggiunto da queste grandi culture e molti loro aspetti sono persino più oscuri delle danza preistoriche.
Nel Medioevo, la Chiesa relega la danza alle festività popolari, con la diffusione di Càrole, danzate come un girotondo tenendosi per mano, di Farandole, Ridde e Tresche, balli molto coinvolgenti praticati quasi fino ai giorni nostri. Intanto, i nobili del Medioevo e del Rinascimento, mettono in scena sé stessi con spettacoli e feste caratterizzate da danze lente e stilizzate, costumi meravigliosi, sfilate di carri addobbati e scenografie sorprendenti. Una raffinata forma di spettacolo, con punte eccelse di bellezza, che riconduce la danza negli interessi dell’arte “alta” e la trasferisce nelle corti europee, soprattutto quella francese, dove nasceranno le basi del balletto classico.

Nel 1581, il Balet Comique de la Royne è considerato il primo balletto della storia, organizzato dalla regina Caterina de’ Medici in occasione delle nozze della sorella della moglie di re Enrico III. Basato sul mito della maga Circe e delle sue Ninfe, con musica di Baldassarre da Belgioso, era danzato dalla stessa regina e dalle dame di corte, durava cinque ore con tre diverse “Entrée”.

Il balletto classico

La nascita di grandi scuole, come quella voluta dal Luigi XIV nel 1661, dove sono codificati passi, figure e composizioni, testimonia la crescente importanza del balletto, un’attività da professionisti fin dal ‘700.

Nell’800, la danza in teatro raggiunge il massimo splendore e diventa il Balletto Romantico, con storie di fiabe e amori che appassionano il pubblico; opere di straordinaria bellezza e maturità artistica dove tutti gli elementi – musica, libretti, scenografie, costumi, coreografie, interpretazioni – si compenetrano e che, ancora oggi, sono il cuore dell’attività di tanti teatri. Opere come CoppeliaGiselleEsmeraldaLa bella addormentataLo schiaccianociLa Bayadere, Don Chisciotte, e molti altri, rappresentano la danza per eccellenza e sono ancora oggi il cuore della programmazione dei maggiori teatri della danza, grazie a memorabili interpreti di ieri e di oggi.

4515012117_caa81c905c_zInoltre, sono messe a punto tecniche difficili, come la ricerca del virtuosismo del russo Petipa o le speciali scarpette di raso con puntali rinforzati con i quali, nel 1832, Maria Taglioni danza “La Sylphide” tutta sulle punte – una pratica già nota ma piuttosto rara – e diventa una creatura incantata, magica, inarrivabile, con il suo tutù bianco.

ll Balletto Bianco (Ballet Blanche) è la parte del balletto dove le danzatrici interpretano esseri eterei e incantevoli indossando il tutù, che diventa l’archetipo dell’eleganza: uno sbuffo immateriale di bianco attraversa il palco a passo di sogno, con movimenti di infinita grazia. Grandissime opere come Giselle o Il Lago dei Cigni contengono il cosiddetto “atto bianco”.

Pubblicità