3-DAL NOVECENTO A OGGI

VIDEO: LA BELLA EPOQUE

IL NOVECENTO

CONTESTO

Il Novecento è segnato da due terribili guerre mondiali e da un lungo periodo di “guerra fredda” fra Stati Uniti e Unione Sovietica, caratterizzata dalla minaccia nucleare. Anche dopo la caduta del muro di Berlino (1989), che segna la fine della tensione fra le due superpotenze, il mondo è scosso da una serie di conflitti e di attentati terroristici che minano la sicurezza internazionale. Nel Novecento l’automazione dei processi produttivi cambia rapidamente il modo di vivere e di lavorare e le innovazioni tecnologiche nel settore dei trasporti accorciano le distanze tra le nazioni e trasformano il mondo in un grande “villaggio globale”. Ma il progresso scientifico e tecnologico porta anche nuova povertà ed emarginazione: interi continenti sono alle prese con i problemi primari di sopravvivenza e di lotta contro le malattie. I valori e gli ideali del passato sono tramontati e l’uomo contemporaneo ha bisogno di nuove risposte ai grandi interrogativi dell’esistenza. Gli artisti, abbandonate le vecchie regole, sono alla ricerca di nuove soluzioni: tale ricerca prende il nome di sperimentazione. I movimenti artistici letterari e musicali che portano avanti la sperimentazione sono definiti avanguardie. Nelle arti visive non si fa più riferimento alle regole tradizionali di forma e prospettiva; in letteratura non si seguono più i modelli classici; in architettura si usano materiali novi, che permettono realizzazioni e forme più libere. Nella musica non si utilizzano più le scale e le armonie tradizionali, ma si sperimentano soluzioni e tecniche nuove. Anche le forme musicali e i generi del passato sono messi in discussione e non costituiscono più un modello. Gli autori non si riconoscono più in uno stile preciso, ma adottano di volta in volta diverse soluzioni, alla ricerca di risultati sempre più originali e personali, in una continua tensione al rinnovamento.

DAL FONOGRAFO A INTERNET

Nel Novecento le sale da concerto, e i teatri d’opera si moltiplicano e nascono in tutto il mondo prestigiose orchestre sinfoniche e complessi strumentali. Con l’avvento e lo sviluppo del cinema, vengono aperte le prime sale cinematografiche. In questi locali i musicisti accompagnano dal vivo, spesso con il solo pianoforte, le immagini che scorrono sullo schermo. Con la comparsa del sonoro, grandi musicisti scrivono le colonne sonore dei film, che spesso hanno successo anche grazie alle musiche. Già dalla fine dell’Ottocento l’invenzione della registrazione del suono determina una rivoluzione nel modo di ascoltare la musica: se in passato per sentire un brano musicale bisognava obbligatoriamente recarsi nei luoghi dove si eseguiva la musica dal vivo, ora le persone possono ascoltare la musica preferita stando a casa propria. Nel 1877 Thomas Edison inventa il fonografo, il primo apparecchio in grado di registrare e produrre suoni. Il grammofono, l’antenato del giradischi, compare nel 1888: le onde sonore sono riprodotte su un disco di alluminio che gira a velocità uniforme. Nonostante la scarsa qualità sonora, il disco ha un immediato successo. Al progresso tecnico della registrazione e riproduzione del suono contribuisce notevolmente la radio, che inizia le sue trasmissioni negli anni Venti e favorisce l’avvicinamento alla musica delle grandi masse. Negli anni Quaranta si cominciano a usare dischi in vinile, soppiantati solo una ventina di anni fa dagli attuali CD (in cui i suoni, trasformati in impulsi digitali, sono letti da un raggio laser). L’industria discografica ha un grande sviluppo anche per l’invenzione della stereofonia, una tecnica che riproduce il suono con maggiore fedeltà e che si diffonde a partire dagli anni Cinquanta. L’avvento della televisione, che in Italia comincia le trasmissioni nel 1954, rappresenta un ulteriore contributo alla diffusione delle conoscenze musicali presso il grande pubblico. Oggi la diffusione della rete Internet favorisce la ricerca e lo scambio di brani musicali stando comodamente a casa propria.

NUOVI RITMI E NUOVI TIMBRI

Nel Novecento entra n crisi il modello tradizionale di orchestra. Se fino all’Ottocento essa comprendeva le famiglie strumentali di archi, legni. Ottoni e percussioni, nel Novecento si compongono brani per orchestre molto diverse fra loro. In generale, la scelta degli strumenti indica un’evidente rottura con la tradizione. A partire dal 1910, dopo la massima espansione dell’orchestra sinfonica che arriva a più di cento elementi, si tende alla riduzione del numero degli strumenti e i compositori prediligono l’orchestra da camera. L’interesse crescente per il ritmo determina un potenziamento e una maggior varietà della sezione degli strumenti a percussione. Compaiono a hanno maggior risalto nuovi tipi di tamburi, gong e strumenti a suono determinato come lo xilofono, la marimba e il glockenspiel. Alcune composizioni sono scritte solo per strumenti a percussione. Anche la voce viene usata in modo diverso: ci sono compositori che la utilizzano con una modalità che si avvicina molto al linguaggio parlato. La differenza fra suono e rumore è sempre più labile: alcuni musicisti inseriscono nelle loro opere effetti sonori e rumori, come eliche d’aeroplano, sirene, macchine da scrivere, ecc. Anche gli strumenti tradizionali sono a volte modificati: il pianoforte, ed esempio, viene “preparato”, inserendo oggetti fra le corde per modificarne il suono. Si inventano nuovi strumenti in cui generatori elettrici o sistemi elettronici hanno una funzione rilevante: ad esempio, il vibrafono, strumento a percussione a suono determinato molto usato nella musica Jazz, che utilizza dei motori elettrici per ottenere il caratteristico effetto di vibrato, e l’onde Martenot, (inventato nel 1928 dal musicista Maurice Martenot), strumento elettronico a tastiera, capace di produrre timbri diversi. A metà degli anni Sessanta Robert Moog inventa il sintetizzatore: strumento in grado di realizzare strutture musicali molto complicate e combinazioni di suoni variamente manipolati. Negli anni Ottanta l’avvento del personal computer rivoluziona ulteriormente le tecniche compositive e dà la possibilità ai musicisti di disporre con maggiore facilità di uno studio musicale per scrivere ed eseguire musica. Oggi, con programmi appositi, si possono sia riprodurre i timbri degli strumenti musicali e inventare nuove sonorità, sia svolgere tutte le operazioni collegate con la scrittura musicale, la produzione del suono, la registrazione e il trasferimento di file musicali.