Un sopravvissuto di Varsavia

Arnold Schonberg, musicista austriaco di origine ebrea, compone questa Cantata per voce recitante, coro e orchestra (definito anche “oratorio moderno”) mentre è negli Stati Uniti, turbato dalle notizie provenienti dall’Europa in merito ai campi di sterminio e dalla morte del nipote in un Lager. Ne scrive il testo in inglese, utilizzando il racconto di un ebreo sfuggito al massacro del ghetto di Varsavia, e lo sterminio del 1947.

Attraverso la descrizione musicale viene rievocato il momento dell’irruzione nazista in tale ghetto, dal quale i soldati fanno uscire gli ebrei per condurli verso le mortali camere a gas. La prima esecuzione si tiene nel 1948 negli Stati Uniti; l’opera viene eseguita due volte: dopo la prima esecuzione il pubblico, commosso, rimane in silenzio, senza applaudire, mentre la seconda volta dimostra il proprio consenso con un applauso interminabile.

VIDEOASCOLTO: con il videoascolto puoi seguire la musica e il testo tradotto in italiano.

GUIDA ALL’ASCOLTO

Si tratta di un unico movimento (tempo) per piccola orchestra, coro maschile e voce recitante: la voce narra gli avvenimenti in inglese, con recitazione libera, a tratti trasformata in un grido intonato, che esprime tutta l’angoscia della circostanza.

La musica segue con precisione realistica i vari momenti della storia e accompagna, attraverso frasi brevi e violente, il racconto della voce narrante. I suoni sono aspri e graffianti, in alcuni punti esplosivi; gli strumenti a percussione (xilofono, castagnette, tamburi e grancassa) contribuiscono a descrivere le crudeli immagini del racconto.

Il brano inizia con un breve intervento orchestrale che introduce l’atmosfera cupa del ghetto; entra poi la voce recitante, sostenuta dall’orchestra, che sottolinea i momenti più salienti. Una tromba squilla improvvisa a descrivere il risveglio dei prigionieri, gli archi ricordano i lamenti, un contrabbasso pizzicato e sempre più affrettato scandisce il loro procedere verso l’uscita. Le scene di disperazione, di paura e di sgomento sono rese profondamente realistiche dalla voce del “sergente tedesco” che impartisce gli ordini. Attraverso il “canto parlato” (Sprechgesang), Schonberg rende la voce recitante ricca di inflessioni realistiche, che rende espressiva la narrazione. In un crescendo ritmico pieno di tensione, esplode improvvisamente un canto “Ascolta Israele”, uno dei canti più antichi della liturgia ebraica, l’unica voce che rimane ai condannati per sconfiggere la crudeltà con la fede, tuttavia, le sonorità aspre dell’orchestra paiono contrastare quel canto e soffocare anche quell’unica speranza.

testo_originale_il_sopravvissuto_di_varsavia