3-LA MUSICA E LA DANZA MODERNA

Il ‘900 si apre alla libertà, grazie soprattutto a Djaghilev e alla compagnia dei Ballet Russes, con coreografi come Fòkine e Massìne, che elaborano nuovi movimenti e ampliano le capacità espressive per energia e sensualità vitale e a ballerini epocali come Nijinsky e Pavlova. Grazie ad artisti di estrema avanguardia che collaborano fra di loro, come il giovane Picasso che cura le scenografie di alcuni balletti famosi come “Pulcinella” di Stravinskij e  “Parade”  di E. Satie, nascono spettacoli rivoluzionari e scandalosi. Un balletto che ha cambiato la storia è stato  “La sagra della primavera” di Igor Stravinskij (nato vicino a San Pitroburgo nel 1882).

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Con la sagra della primavera, l’ingresso della musica moderna nella società del tempo è completo. la sua aggressività fonica sancisce la definitiva archiviazione del Romanticismo: il rifiuto dell’ordine, della categoria del piacevole segnano la fine di un’epoca. Per la prima volta l’autore volta le spalle alla scrittura tonale: congela il materiale musicale in blocchi sonori che si susseguono con irruenza e varietà.
Il “Sacre” è una composizione in cui l’artista regola forze musicali nuove, non intimamente connaturate al sentire umano e nemmeno al ritmo delle sue gambe come testimoniò la difficile esecuzione di Nijinskij che ne fu coreografo e primo interprete.
L’opera presenta ritmi ossessivi e prevede insoliti utilizzi dei diversi strumenti con lo scopo di creare tensione e stridenti effetti timbrici, contiene inoltre molti esempi di poliritmia.
Lo spunto iniziale del fagotto, spinto nelle regioni strumentali acute a esplorare potenzialità timbriche nuove, apre il “sacre” con un suggestivo tema orientaleggiante sul quale si sovrappone il brulichio dell’orchestra che simboleggia la natura in disordinata rinascita. Quest’opera riprende in tutto e per tutto i caratteri di un rito primitivo pagano tipico della Russia orientale per propiziarsi la primavera, stagione che ricopre un ruolo cruciale all’interno delle società rurali. La composizione è suddivisa in due quadri: l’Adorazione della Terra e il Sacrificio. Il primo quadro vede in scena un rito diurno in cui si prepara il terreno per l’evento tragico che avviene nel secondo quadro, certamente fulcro dell’intera narrazione, che rappresenta il sacrificio di una ragazza giovane scelta durante tutto il lungo rituale precedente.

VIDEO: Il Sacrificio dell’Eletta

In realtà sia il balletto che la musica erano qualcosa di radicalmente nuovo: gli spettatori della prima non riuscivano a sopportare ne i suoni ne i movimenti dei ballerini relativi a riti pagani, passioni brutali e sacrifici umani. Lo stesso  Stravinskij racconta la reazione del pubblico durante la prima rappresentazione (Parigi, 1913):

Già dall’introduzione, alle prime note acute del fagotto, si sollevarono mormorii che diventarono presto risate e battute; all’inizio erano solo casi isolati, ma, all’alzarsi del sipario con “Gli auguri primaverili”, si propagarono a gran parte del pubblico; per reazione un’altra parte dei presenti, di opinione contraria, si espresse con urla e insulti creando in poco tempo un baccano infernale. Le due fazioni del pubblico teatrale parigino, gli agiati benpensanti legati alla tradizione e alla bella musica, e le avanguardie amanti delle novità a tutti i costi, trovarono terreno fertile al sollevarsi dei primi dissapori”;
Stravinskij così ricorda:”Lasciai il mio posto non appena iniziarono i rumori pesanti…e andai nel retroscena dove mi misi alle spalle di Nižinskij che, in piedi su una sedia dietro le quinte di destra, appena invisibile al pubblico, gridava dei numeri ai danzatori”. Ovviamente “i poveri ballerini non sentivano niente a causa del tumulto della sala e del loro calpestio. Io ero costretto a tenere per il vestito Nižinskij, fuori de sé dalla rabbia, e in procinto di balzare in scena da un momento all’altro per fare uno scandalo. Djagilev, per far cessare il fracasso, dava ordine agli elettricisti ora di accendere, ora di spegnere la luce nella sala. Il chiasso durò fino a metà della seconda parte, quando andò scemando; la finale Danza sacrificale dell’Eletta si svolse in una calma accettabile.”

VIDEO della prima rappresentazione del balletto “La sagra della primavera” (tratto dal Film “Coco e Stravinskij”)

Il compositore stesso ha raccontato che, nulla gli aveva fatto presagire un simile scandalo. Gli altri musicisti, che avevano già ascoltato la musica durante le prove, non avevano fatto commenti in tal senso, lo stesso Debussy si era già dimostrato entusiasta della nuova opera e delle sue innovazioni. Dopo l’insuccesso iniziale e solo l’anno successivo, il 5 aprile del 1914, Le Sacre venne eseguito per la prima volta in forma di concerto ed ebbe finalmente la sua rivincita. Come ricorda il musicista:

“Il pubblico, che non era più distratto dallo spettacolo, ascoltò il mio lavoro con attenzione concentrata e lo applaudì con un entusiasmo del quale fui molto commosso e che ero ben lontano dall’aspettarmi. Alcuni critici, che avevano biasimato in precedenza il Sacre, confessarono francamente il loro errore. È evidente che tale conquista del pubblico mi diede allora una soddisfazione profonda e duratura. Un gran numero di persone invase il palcoscenico, Stravinskij fu issato sulle spalle di un ammiratore e portato in trionfo fino a Place de la Trinité”.

LA DANZA MODERNA

La danza moderna nasce intorno agl anni ‘30 e si afferma con figure come Martha Graham (Statunitense Greem) e le sue ricerche sulla contrazione e rilascio di energia (contract/release), il raffinato neoclassicismo di Balanchine (russo Balansin), che rimette al centro il rapporto fra musica e danza, e la rivisitazione del balletto classico da parte di Rudolf Nureyev, che rielabora ed amplia i ruoli maschili attraverso movimenti che esaltano la prestanza fisica, alla continua ricerca della perfezione grazie a una intensa preparazione atletica.