3-LA MUSICA ROCK

ALLE ORIGINI DEL ROCK: IL RHYTHM AND BLUES

 Il rock deriva dalla musica dei neri d’America e in particolare dal rhythm and blues (R&B), un jazz leggero, ballabile, con un ritmo cadenzato e trascinante. Inizialmente il rhythm and blues è stato solo strumentale, con prevalenza degli strumenti a fiato, ma in seguito, fra gli anni Trenta e Quaranta, è divenuto anche vocale e tale è rimasto fino agli anni Sessanta. Ascolta due esempi di rhytm and blues molto diversi tra loro:

Stormy Weather, del 1933, e Stand by Me, del 1961, che rappresentano rispettivamente la nascita e la decadenza di questo genere.

La diffusione del rock fu agevolata anche dalle nuove tecniche di registrazione su dischi in vinile, un particolare tipo di plastica su cui erano incisi i solchi (microsolchi) che venivano poi letti da una puntina (pick up) e trasformati in suono. I dischi potevano essere letti a 33 giri al minuto oppure 45 giri al minuto risultando quindi più veloci. Negli anni Cinquanta e Sessanta furono questi ultimi a predominare, cioè i 45 giri, sui quali venivano incise solo due canzoni: su un lato quella importante e più curata, sull’altro quella meno. I 45 giri americani arrivavano facilmente anche in Italia e i nostri cantanti erano soliti riprendere le canzoni di maggior successo per farne delle versioni in italiano, come per esempio fece Adriano Celentano con “Stand by Me” che incise con il titolo “Pregherò”.

(anni Trenta-Cinquanta)

BOOGIE – WOOGIE

Stile jazzistico diffusosi intorno agli anni Trenta come derivazione pianistica del rhythm and blues (ma con un andamento più veloce e basato su un ostinato ritmico eseguito dalla mano sinistra), il boogie-woogie preparò la strada al successo del rock’n’roll. Ascolta “In the Mood” il boogie-woogie più famoso composto nel 1939. Questo brano venne lanciato dall’orchestra di Glenn Miller e arrivò in Italia con il titolo di “Ritmomania”.

(anni Cinquanta-Sessanta)

ROCK’N’ROLL

Il rock’n’roll (rock and roll, che letteralmente significa “scuotiti e dondola”) si diffuse in America, anche come ballo, agli inizi degli anni Cinquanta ed è considerato la prima e esclusiva espressione musicale del mondo giovanile. Nato come musica dei ragazzi neri e poi adottato dai bianchi statunitensi, ha favorito l’emancipazione degli adolescenti (teenager) e un graduale avvicinamento tra bianchi e neri.

All’inizio il rock’n’roll (R&R) fece scandalo perché:

  • Era un ballo sfrenato e scomposto;
  • Derivava dalla musica jazz dei neri (i pregiudizi razziali erano ancora molto forti);
  • Era la musica di giovani trasgressivi, il più delle volte malvisti anche dagli stessi genitori.

Ma proprio grazie alla sua carica rivoluzionaria, il R&R ebbe una diffusione inarrestabile e i discografici furono costretti a inserirlo nei propri giri di affari anche se, inizialmente, diedero più spazio agli artisti bianchi rispetto a quelli di colore.

Rappresentante tipico di quest’epoca fu Elvis Presley (1935-1977), mitico cantante americano che trovò il successo commerciale sia nel mondo discografico sia nel cinema, interpretando a Holliwood ben 35 film ricchi dei suoi brani migliori. Il cinema, d’altronde, contribuì molto alla diffusione del rock e fu proprio un film del 1935 (Blackboard Jungle) a lanciare il primo grande successo del genere: Rock Around the Clock (che si può tradurre con “Balla il rock per tutto il giorno”).

(anni Sessanta – Settanta)

CAUNTRY E FOLK

Negli Stati Uniti, attorno agli anni Sessanta, la musica rock si andava ispirando a generi musicali già esistenti riadattandoli e modificandoli ritmicamente:

  • La musica country (country rock), espressione della musica tradizionale bianca americana, legata alle campagne e alle praterie del Sud e dell’Ovest (country significa “campagna”)
  • La musica folk (folk rock), musica legata alla tradizione delle società pre-industriali (folk significa “gente”) e nella quale le melodie venivano tramandate oralmente.

Sia nel country che nel folk i testi tradizionali lasciarono ben presto il posto a testi che denunciavano il disagio giovanile e le ingiustizie sociali.

Questo folk americano (rappresentato da artisti come Bob Dylan, Simon and Garfunkel, Joan Baez e Tim Buckley) ha portato a fenomeni di imitazione, caratterizzati da testi “impegnati” e dall’uso di strumenti tradizionali, anche in altri paesi quali l’Inghilterra.

IL BEAT INGLESE

Il beat (dall’inglese beat che significa “battito”) nasce nei primi anni Sessanta in Gran Bretagna, come un rock semplice e poco impegnato che vuole rinnovare la tradizione della musica inglese ispirandosi al rhytm and blues e al rock’n’roll.

E’ nel 1962 che il beat invade il mondo con Love Me Do, il primo successo dei Beatles, gruppo formato da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, quattro ragazzi di Liverpool che divennero subito un mito per tutti i giovani e il gruppo simbolo della musica beat. I motivi per i quali divennero un complesso così famoso e inimitabile sono tanti, tra i più importanti sono da ricordare:

  • L’originalità dei brani;
  • La grande inventiva melodica;
  • I testi ricchi di humour, sensibilità e surrealismo;
  • La capacità di sintetizzare il meglio della musica di quegli anni (blues, rock ecc.)
  • L’attenzione verso le nuove tecniche di registrazione e manipolazione dei suoni.

Il fenomeno del beat inglese e dei Beatles divenne in breve un movimento globale che coinvolse i teenager di tutto il mondo, anche nell’abbigliamento, nelle acconciature e nel linguaggio fatto di contestazione e ribellione.

Un altro gruppo inglese che si affermò nel mondo del beat, ma in contrapposizione ai Beatles, fu quello dei Rolling Stones (pietre rotolanti) il cui capogruppo è ancora oggi Mick Jagger.

(anni Settanta – 2000)

OLTRE IL BEAT

Sulla scia dei Beatles e dei Rolling Stones, altri complessi e cantanti britannici continuano ancora oggi a produrre musica che più genericamente potremmo definire rock-pop, ovvero un rock facile e accessibile a tutti (con pop si intende un genere “popolare”).

Tanto per citarne alcuni tra i più rappresentativi, possiamo ricordare:

  • I Queen, guidati da Freddie Mercury e attivi a partire dagli anni Settanta.
  • Gli irlandesi U2 con il cantante Bono che incidono a partire dagli anni Ottanta
  • I Police di Sting, sempre negli anni Ottanta.

UNDERGROUND E PROGRESSIVE (anni Settanta)

Il termine inglese underground significa “sotterraneo” e il rock underground è un genere legato alla cultura “sotterranea”, cioè non commerciale, delle metropoli americane che già negli anni Settanta anticipava il concetto di multimedialità, ovvero di spettacoli in cui potevano confluire tante forme artistiche (musica, poesia, pittura, recitazione ecc.). I Velvet Underground, ispirandosi all’arte dell’americano Andy Warhol, ne sono stati gli esponenti migliori e più noti.

In Inghilterra attorno agli anni Settanta, il rock underground diventa rock progressive, cioè rock progressista, d’avanguardia. Questo genere esprime la ricerca di nuovi linguaggi musicali colti anche attraverso l’uso sperimentale delle strumentazioni elettroniche che si andavano allora affermando.

Tra gli esponenti migliori di tale corrente troviamo i Pink Floyd, che seppero trasformare la musica rock in concerti-spettacolo e in film.

Pink Floyd è il nome di un famoso complesso nato a Londra nel 1965 la cui musica si distingueva per le sonorità “sintetiche” ottenute con tastiere e sintetizzatori che in quegli anni erano quasi una novità. Le loro “canzoni” spesso erano lunghissime e suddivise in parti, come si può verificare ascoltando 2Shine on You Crazy Diamond – Part. V (Risplendi folle diamante), del 1975, che è soltanto una piccola parte di un famoso brano, di circa 13 minuti.

IL ROCK AMERICANO (anni Settanta-Ottanta)

La risposta americana all’invasione del rock r del beat inglese si articolò in forme molto diverse. Complessi come i Beach Boys e i Doors (anni Sessanta-Settanta) si avvicinarono allo stile inglese pur senza esserne dei semplici imitatori, altri, come i californiani Jefferson Airplane (anni Sessanta-Settanta), furono tra i protagonisti della scena di San Francisco, legata al diffondersi del movimento Hippy. Infine, alcuni grandi solisti sono entrati nella leggenda del rock, come il chitarrista Jimi Hendrix (Seatle 1942 – Londra 1970)

Dopo un periodo di minore vitalità, il rock americano trovò, a partire dal 1985, un nuovo grande protagonista in Bruce Springsteen che ancora oggi è considerato il più importante rocker americano contemporaneo. Soprannominato dai suoi fan “The boss” (il capo), Springsteen propone un rock grintoso e pieno d’energia, con testi di denuncia sociale e fortemente legati alle sue radici americane.

HARD ROCK E HEAVY METAL (anni Settanta-Ottanta)

Come si capisce dal nome, ora il rock si è fatto “duro” (hard) ed è caratterizzato da un uso massiccio di chitarre amplificate a dismisura, spesso distorte e rabbiose.

L’hard rock si diffonde a partire dagli anni Settanta in Inghilterra e in America e gruppi come Led Zeppelin e gli Aerosmith sono da considerarsi gli ideatori del genere.

L’Heavy metal (letteralmente “metallo pesante”) è invece più recente e unisce la forza dell’hard rock alla violenza di testi e tematiche ispirati alla letteratura degli horror (dark music), all’esoterismo e all’eccesso in ogni sua forma. Tra i gruppi promotori di questo genere possiamo ricordare gli Iron Maiden e i Deep Purple.

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