GLI INNI NAZIONALI

Che cosa sono gli inni nazionali:
L’inno nazionale è un brano musicale che viene utilizzato come simbolo della Nazione, al pari della bandiera.
Tutte le Nazioni del mondo possiedono un inno che le rappresenta. In genere l’inno è legato alle vicende storiche che hanno portato alla nascita della Nazione:

-Lotte e guerre per l’indipendenza

-Rivoluzioni popolari e ideologiche

La quasi totalità degli inni nazionali possiede un testo poetico significativo. Esso può di volta in volta:

-esprimere sentimenti di devozione e stima verso il governante

-ripercorrere importanti avvenimenti storici

-incitare ed esaltare il popolo per rafforzarne l’Identità nazionale.

Per questi motivi l’inno diventa lo “specchio” della Nazione. Esso riflette le caratteristiche e i valori fondamentali di un popolo e dei suoi governanti.


La musica degli inni nazionali
Gli inni nazionali sono l’espressione di popoli e culture di tutto il mondo. Per questo motivo molti inni possiedono caratteristiche legate alle tradizioni musicali della nazione che rappresentano.
· Un’eccezione è però costituita dagli inni di alcuni stati africani: nonostante questi stati abbiano ottenuto l’indipendenza, la musica dei loro inni nazionali assomiglia a quella degli inni delle nazioni europee che li avevano colonizzati.
· Anche la forma di governo sembra a volte influenzare la scelta dello stile musicale dell’inno: melodie solenni e cerimoniose per gli inni monarchici; andamento vivace e ritmo di marcia e per gli inni repubblicani.


A cosa servono gli inni nazionali
Le principali funzioni degli inni nazionali sono:
segnale, evocazione: questa è la funzione più elementare: l’inno “segnala”, richiama la nazione.
Per questo motivo viene utilizzato:

Nelle cerimonie ufficiali (incontri tra capi di stato e di governo)

Nelle gare sportive internazionali (olimpiadi, partite di calcio, ecc.)

Durante le feste patriottiche

In occasione di incontri tra comunità e autorità di diverse nazioni (gemellaggi, visita di delegazioni straniere, ecc.)

-stimolo, incitazione: una funzione importante è quella di stimolare il senso di identità collettiva di un popolo. Come la bandiera, anche l’inno contribuisce a rafforzare nei cittadini il senso della Patria e la volontà di difenderla in caso di pericoli.


L’inno nazionale italiano
Le parole del nostro inno nazionale sono state scritte a Genova nell’autunno del 1847 dal poeta e patriota Goffredo Mameli. Il titolo esatto della poesia è “Il canto degli italiani”. Il 24 Novembre dello stesso anno, a Torino, questi versi vengono messi in musica da Michele Novaro.
Il fervore patriottico che lo contraddistingue lo rese in breve tempo l’inno più amato del Risorgimento italiano. Giuseppe Garibaldi lo considerava il più trascinante inno guerresco dopo la Marsigliese e Giuseppe Verdi lo scelse per raffigurare l’Italia nel suo “Inno delle nazioni”. Anche la casa regnante dei Savoia lo favorì, lasciandolo usare in modo non ufficiale come rappresentativo dell’Italia. L’inno ufficiale del Regno d’Italia era la “Marcia reale”.
· Il 12 ottobre 1946 divenne, seppure in modo provvisorio, l’Inno Nazionale della Repubblica Italiana. Ma la vicenda dell’Inno di Mameli e della sua ufficializzazione terminerà il 4 Dicembre 2017, è solo in questa data che la Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha approvato in sede legislativa un disegno di legge di un solo articolo e di poche righe che già più di un anno fa aveva ricevuto il voto favorevole della medesima Commissione della Camera. La legge è talmente breve che possiamo riportarla integralmente:

“ARTICOLO 1″

1. La Repubblica riconosce il testo del «Canto degli italiani» di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale.

2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera ii), della legge 12 gennaio 1991, n. 13, sono stabilite le modalità di esecuzione del «Canto degli italiani» quale inno nazionale”.

L’Inno rappresenta, insieme al Tricolore e al Presidente della Repubblica, uno dei tre simboli dell’unità nazionale.

Negli eventi ufficiali viene eseguita solo la prima strofa con ritornello, per una durata di circa un minuto.

IL CANTO DEGLI ITALIANI (Video)

IL CANTO DEGLI ITALIANI
Ecco la spiegazione, della prima strofa con ritornello:

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.


Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano (253-183 a. C.), fu il generale e uomo politico romano vincitore dei Cartaginesi e di Annibale nel 202 a. C. a Zama (attuale Algeria); la battaglia decretò la fine della seconda guerra punica, con la schiacciante vittoria dei Romani.
L’Italia, ormai pronta alla guerra d’indipendenza dall’Austria, si cinge figurativamente la testa dell’elmo di Scipione come richiamo metaforico alle gesta eroiche e valorose degli antichi Romani.


Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.


Si riferisce all’uso antico di tagliare i capelli alle schiave per distinguerle dalle donne libere; queste ultime, per sottolineare il loro stato, erano solite tenere i capelli lunghi. La dea Vittoria rappresentata come una donna dai lunghi capelli, dovrebbe quindi porgere la chioma perché le venga tagliata in segno di sottomissione a Roma: il senso della quartina è la certezza di Mameli che, in caso di insurrezione contro gli austriaci, la Vittoria non potrà che essere degli italiani perché è il destino che così vuole.


Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.


La coorte era un’unità da combattimento dell’esercito romano, composta da 600 uomini: era la decima parte di una legione. “Stringiamci a coorte” vuole dunque essere un’esortazione a presentarsi senza indugio alle armi, a rimanere uniti e compatti, disposti a morire, per la liberazione dall’oppressore straniero.

IL CANTO DEGLI ITALIANI- significato del testo completo

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