LE STRUTTURE MODIFICABILI

LA FORMA SI ADEGUA AI CONTENUTI MUSICALI

Le forme esaminate finora hanno tutte una struttura a più tempi, a più movimenti, ma sono sempre caratterizzate da un disegno unitario che lega tra loro le varie parti. Questo disegno unitario (forma) costituisce un “insieme di regole” che il compositore deve rispettare nella stesura complessiva dell’opera, adattando, e quasi costringendo, la sua musica a schemi prestabiliti.

Esistono però forme compositive nelle quali l’artista non segue più le regole suddette e lascia che il suo genio creativo si esprima liberamente adeguando a esso le strutture della musica.

 

LA DISTRUZIONE DELLE REGOLE FORMALI

Questa nuova concezione artistico-musicale si diffonde soprattutto dal periodo romantico in poi porta alla creazione di nuove forme senza forma, cioè strutture modificabili, nelle quali il contenuto musicale è considerato più importante del “contenitore”.

Ora il musicista rompe con le forme classiche, le distrugge, le reinventa a suo piacimento senza preoccuparsi di sfoggiare la sua abilità tecnica di compositore quanto piuttosto di esprimere se stesso e i propri sentimenti: qualsiasi progetto formale limiterebbe il suo genio creativo. Questa tendenza si è andata ancor più accentuando nel novecento; con la musica sperimentale e d’avanguardia si è giunti fino alla distruzione non solo della forma ma anche dei codici musicali (notazione, tonalità, ritmo, armonia ecc.).

Il diverso atteggiamento creativo, quindi, che caratterizza tali fome rispetto alle forme classiche è essenzialmente questo:

  • Il compositore classico, prima di scrivere della musica, decide preliminarmente quale forma essa avrà (Sonata, Rondò, Minuetto ecc.) e segue uno schema preciso;
  • Il compositore moderno (romantico, nazionalista, impressionista, verista, espressionista ecc.) scrive della musica per esprimere la sua realtà umana (sentimenti, speranze, ideali) e lascia che la forma si sviluppi liberamente, senza averla predeterminata.

 

  1. LE FORME AGGREGATIVE: forme in successione
  2. LE FORME NARRATIVE: forme per raccontare e descrivere
  3. LE FORME LIBERE: forme senza forme
  4. L’OPERA LIRICA: un dramma in musica