LE FORME LIBERE

LE FORME LIBERE: FORMA SENZA FORME

Se il Poema sinfonico può essere immaginato come un grande contenitore la cui forma si modella di volta in volta sula storia che vuole narrare, altrettanto non si può fare con composizioni ancora più libere e svincolate da schemi prestabiliti, che non possono rientrare tra le forme narrative perché non hanno contenuti extramusicali così evidenti.

Queste composizioni si affermano contemporaneamente al Poema sinfonico, soprattutto nel periodo romantico, e hanno titoli bizzarri e fantasiosi che fanno intendere una grande libertà formale.

Vediamo ora quali son le principali composizioni con cui, nell’Ottocento, i musicisti cominciarono a “disubbidire” alle regole:

  • Improvviso: è un breve pezzo per pianoforte che dà un’impressione di improvvisazione estemporanea, cioè sembra inventato sul momento, è in forma libera e spesso è a carattere “virtuosistico”, molto veloce e difficile. Sono famosi gli improvvisi di Chopin e di Schubert;
  • Fantasia: anticamente il termine era già stato usato, ma nell’Ottocento indicò un brano con uno svolgimento libero basato sull’immaginazione del compositore; sono famose le Fantasie di Chopin;
  • Scherzo: nel periodo classico aveva una forma rigorosamente tripartita e poteva essere inserito come terzo tempo nella Sinfonia, al posto del minuetto; Chopin lo trasformò in una forma libera e piena di accenti drammatici, senza nulla di scherzoso,
  • Capriccio: nel Seicento era così chiamato un tipo di composizione improvvisata e fantasiosa, nel Settecento e nell’Ottocento il termine fu usato per indicare composizioni virtuosistiche, libere da schemi formali e a volte umoristiche. Famosi sono i Capricci per violino di Paganini e il Capriccio italiano di Ciaikovskij;
  • Notturno: è una composizione per pianoforte creata nel periodo romantico dal musicista inglese John Field, ma divenuta famosa con Chopin. Ha svolgimento melodico ed espressione indefinita simile a un Sogno, a volte calmo e sereno e a volte interrotto da visioni tormentate e dolorose;
  • Foglio d’album: è un breve pezzo di musica che è quasi una “pagina di diario” da tenere insieme ai ricordi più cari. La sua forma dipende totalmente dal gusto a dalla fantasia del compositore; il più famoso è Per Elisa di Beethoven
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