6-IL CLASSICISMO 1760-1830

Come si vestivano…. (Video)

L’ETA’ CLASSICA

L’Illuminismo, il movimento culturale nato nel Settecento, si propone di “illuminare” la mente degli uomini con la “luce” della ragione, liberandoli dall’ignoranza e dalla superstizione. I pensatori illuministi vogliono diffondere la cultura e la scienza e predicano l’uguaglianza e la democrazia. Nel 1776 le colonie inglesi proclamano l’indipendenza dalla madrepatria dando vita agli Stati Uniti d’America, e alla Costituzione americana, i cui valori stanno alla base dei moderni Stati democratici. Il conflitto sociale fra la borghesia, sempre più intraprendente dal punto di vista economico, e l’aristocrazia, che basa il proprio potere sui privilegi e lo sfruttamento del popolo, arriva al culmine nel 1789 con la Rivoluzione francese, che instaura in Francia un governo repubblicano. Lo sviluppo della scienza porta alla rivoluzione industriale. Iniziata in Inghilterra, è caratterizzata dall’introduzione nelle attività produttive di nuove fonti energetiche (come il carbone), dall’utilizzo delle nuove macchine a vapore e dall’organizzazione del lavoro nelle fabbriche. Nelle arti, il desiderio di razionalità e di linearità porta all’affermarsi del Neoclassicismo. Il Classicismo musicale, che si colloca fra il 1760 e il 1830, presenta caratteristiche analoghe al Neoclassicismo nelle arti figurative. Si sviluppa a Vienna, dove operano tre grandi musicisti: Franz Joseph Haydn, Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven, fra i più celebri della storia della musica. Le composizioni musicali dell’epoca sono caratterizzate da un grande ordine ed equilibrio. Con l’affermarsi della borghesia, per i musicisti si aprono nuove opportunità: non più solamente fare musica al servizio di nobili e prelati, ma anche esercitare la libera professione. Anche i musicisti, come gli altri intellettuali, avvertono l’esigenza di un maggiore impegno morale e civile per contribuire al progresso dell’uomo.

DAL PASSATO, ORDINE E SIMMETRIA

L’interesse per il mondo antico greco e romano, favorito dagli scavi archeologici (famosi ritrovamenti di Ercolano e Pompei) determinano un ritorno ai valori e alle forme dell’antichità, che divengono fonte d’ispirazione e modello per gli artisti. La passione per l’antico diventa una vera e propria moda. A Parigi si arredano le case con mobili che richiamano l’antica Grecia e si ricamano gli abiti con decorazioni della classicità. Si organizzano viaggi di studio a Roma e ad Atene, per far ammirare i capolavori del passato, Roma, per il grande numero dei suoi monumenti, è la meta prediletta di artisti, studiosi e studenti di buona famiglia. Gli architetti abbelliscono palazzi ed edifici pubblici con colonne e frontoni triangolari simili a quelli dei templi antichi. In architettura e in pittura si afferma un’idea di bellezza come risultato dell’applicazione dei principi di simmetria, regolarità e compostezza. Nella musica, il desiderio di ordine e di razionalità porta i compositori a utilizzare lo schema della forma sonata, che rende il brano più equilibrato nelle sue varie parti. Il linguaggio musicale viene paragonato al discorso parlato e ne assume l’organizzazione in periodi, frasi e semifrasi, in un rapporto reciproco di domanda e risposta. Le melodie, articolate in frasi brevi e di uguale lunghezza, rendono le composizioni più scorrevoli e comprensibili, simili a conversazioni.

SEMPLICITA’ E NATURALEZZA

Nel Settecento si afferma il gusto per la semplicità e per la naturalezza. Letterati e filosofi propongono il ritorno a un tipo di vita naturale e vedono il progresso come una minaccia alla felicità dell’uomo. La natura viene celebrata in opere pittoriche, letterarie e musicali: fra i capolavori musicali su questo tema ricordiamo “Le stagioni” e “La creazione” di Haydn, e la Sesta Sinfonia “Pastorale” di Beethoven. La musica deve essere facile, semplice e diretta come una conversazione fra amici. La semplicità è anche un’esigenza pratica: l’editoria musicale ha un grande incremento e il nuovo pubblico di dilettanti richiede composizioni facili da capire e da suonare. Inoltre, i brani musicali devono venire incontro ai gusti del pubblico, più vasto e meno specializzato, proponendo sonorità gradevoli e suscitando emozioni piacevoli, senza inutili complicazioni. L’armonia viene semplificata e si utilizza un minor numero di accordi per accompagnare la melodia. Anche gli abbellimenti, che venivano improvvisati dagli esecutori nel Barocco, sono eliminati e, nei rari casi il discorso musicale lo richiede, sono scritti per esteso sulla partitura dallo stesso compositore. Seguire la natura significa anche dar voce alle emozioni e alla sensibilità dell’animo umano, e in musica questo si traduce nella dolcezza e nella varietà di melodie: al musicista non si richiede più di aderire a un preciso stile, ma di seguire la propria ispirazione, creando qualcosa di originale.

IL FASCINO DEI MONDI LONTANI

Il Settecento è un’epoca cosmopolita: l’uomo è cittadino del mondo e i musicisti, in particolare, sono i più internazionali. Nelle grandi capitali europee vivono stabilmente musicisti provenienti da Paesi diversi. Gli ideali illuministici favoriscono lo spirito di tolleranza e il desiderio di conoscere e comprendere le culture di popoli lontani. Piacciono molto gli ornamenti ispirati al “favoloso oriente” e soggetti desunti da “Le mille e una notte” (raccolta di novelle scritte in lingua araba) diventano argomenti per commedie e libretti d’opera. Anche la Cina, così lontana e misteriosa, affascina molto e i palazzi più alla moda possiedono una sala decorata con motivi di gusto cinese. Grande anche l’interesse per il mondo egizio, i cui geroglifici vengono finalmente decifrati. La passione per l’epoca dei faraoni è documentata da alcune opere di Mozart, fra cui “il flauto magico”. Dell’Oriente incuriosiscono in particolare taluni usi e costumi bizzarri, che spesso vengono letti in chiave comica dagli artisti: è il caso del serraglio (il palazzo del sultano dove vivevano rinchiuse le sue numerose mogli), che diviene luogo abituale di intrecci e travestimenti. Desta simpatia e crescente favore anche la musica militare dei giannizzeri, guardie del corpo del sultano, con la loro “musica turca” fatta da grancassa, piatti, triangolo e ottavino. Questi strumenti, tipici delle bande militari, sono ora inseriti nelle orchestre. Andamenti di marcia fortemente marcati vengono spesso utilizzati dai musicisti, a volte con la stessa strumentazione “turca” sopra citata, altre volte con strumenti della tradizione occidentale, come il pianoforte.

LA NASCITA DEL PIANOFORTE

Il basso continuo viene progressivamente abbandonato e con esso gli strumenti che lo eseguono: in primo luogo il clavicembalo, che viene eliminato dall’orchestra, mentre l’organo è impiegato solamente in chiesa, per accompagnare brani vocali di musica sacra. Il pianoforte rappresenta la novità più rilevante della seconda metà del Settecento: la sua affermazione è lenta ma inarrestabile e lo porterà a dominare il campo nella musica da camera e nel concerto fino alla fine dell’Ottocento e oltre. Inventato nel 1711 da Bartolomeo Cristofori, costruttore di clavicembali al servizio presso la corte dei Medici a Firenze, verso il 1770 il pianoforte inizia a contendere il primato al clavicembalo e nel giro di pochi anni lo sostituisce completamente. Sono soprattutto le esigenze espressive della musica che decretano il suo successo: questo strumento infatti da la possibilità, attraverso la diversa pressione delle dita, di suonare dal piano al forte (da qui il nome dello strumento), con tutte le gradazioni dinamiche intermedie. Nasce inoltre il quartetto d’archi che, formato da due violini, una viola e un violoncello, è molto utilizzato nella musica da camera (la musica eseguita in ambienti di piccole dimensioni). L’orchestra si arricchisce di nuovi strumenti: agli oboi, ai fagotti e alle trombe, già usati nel periodo barocco, si aggiungono corni, clarinetti e flauti traversi; questi ultimi sostituiscono definitivamente i flauti dolci. Fra le percussioni i timpani sono gli strumenti più presenti, ma anche grancassa, piatti e triangolo vengono sovente utilizzati, soprattutto per rendere le sonorità della musica militare. L’orchestra più famosa è quella della prestigiosa corte della città tedesca di Mannheim. Grande disciplina ed eccezionale bravura dei componenti (in particolare nel creare effetti dinamici passando dal pianissimo al fortissimo) fanno di questa “armata di generali” il modello per tutte le altre.

VIDEO DI RIEPILOGO

IL CLASSICISMO MUSICALE

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