1-LA NASCITA DEL MELODRAMMA

Il termine melosmelodramma, sinonimo di opera o opera lirica, indica uno spettacolo teatrale nel quale convivono recitazione, canto, musica e balletto.

La nascita del melodramma (video) è legata alla Camerata de’ Bardi o Camerata Fiorentina, un gruppo di nobili che si riunivano a partire dal 1573 si riuniscono nel Palazzo del Conte Bardi a Firenze per discutere di cultura e scienza. Durante i loro incontri concepiscono una nuova forma musicale che si oppone alla tecnica musicale tradizionale della polifonia. Il nuovo modo di fare musica viene descritto da Vincenzo Galilei (padre di Galileo, il futuro scienziato) anche lui musicista e membro della Camerata, in un libro dedicato agli aspiranti compositori:

“fate attenzione a come parla, nella vita di ogni giorno, il quieto gentiluomo, o il principe che dà comandi al servo, o chi supplica un favore, o chi è infuriato, o il timoroso, o l’innamorato che corteggia la fanciulla. Ascoltate bene il su e giù dei suoni di ciascuno, la loro rapidità o lentezza, la loro forza. Troverete il modo di trasformarli nel canto.”

I compositori, quindi, devono con la musica dare espressione ai sentimenti della vita, gli affetti, come si diceva allora. Secondo i musicisti della Camerata la polifonia, dove tante voci diverse si sovrappongono, non è una forma adatta a ottenere questo risultato. Quello che ora occorre è ritornale alla monodia, il canto a una voce sola, accompagnata in modo semplice da uno o più strumenti. Quando l’accompagnamento è realizzato utilizzando le note del registro grave si chiama basso continuo.

I componenti più importanti della Camerata Fiorentina furono: Giulio Caccini, Jacopo Peri, Emilio De Cavalieri e come abbiamo già detto  Vincenzo Galilei, il padre di Galileo Galilei.

L’idea degli intellettuali della Camerata era quella di far rivivere lo stile drammatico degli antichi greci, dove i personaggi sulla scena non dovevano solo recitare, ma recitavano cantando. Recitar cantando viene appunto chiamato questo stile di canto.

Il Recitar Cantando e le prime opere

La forma del “recitar cantando” viene impiegata dalla Camerata per realizzare un’intera rappresentazione teatrale. E’ così che nasce un genere musicale nuovo, che avrà immensa fortuna nei secoli a venire: il melodramma. Il melodramma, o più in generale l’opera lirica, è uno spettacolo teatrale nel quale la musica accompagna una storia che viene raccontata, e i personaggi dialogano fra loro, cantando, accompagnati da strumenti. Il primo melodramma della storia s’intitola “Dafne”, fu composto da Jacopo Peri e venne rappresentato in forma privata a Firenze nel 1597. Nei primi anni del Seicento, sempre a Firenze, furono rappresentate due opere dallo stesso titolo, su libretto di argomento mitologico l’Euridice di Jacopo Peri, per le nozze di Maria de’ Medici con Enrico IV di Francia, e l’Euridice di Giulio Caccini. Da quel momento l’opera incontrò una grandissima fortuna.

L’argomento delle prime opere era a sfondo mitologico o storico. L’opera era ancora ben lontana da quella alla quale siamo oggi abituati: il ritmo era lento, l’azione scenica ridotta, il canto privo di virtuosismi e vicino al ritmo della recitazione, l’accompagnamento musicale era affidato a pochi strumenti che facevano da sostegno alla monodia vocale.

LA NASCITA DEL MELODRAMMA: MAPPA CONCETTUALE

NASCITA DEL MELODRAMMA

CLAUDIO MONTEVERDI

Figura fondamentale del melodramma del XVII secolo è Claudio Monteverdi (Cremona, 15 maggio 1567 – Venezia, 29 novembre 1643), un compositore che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo del linguaggio musicale europeo. Figlio di un medico, dopo aver studiato nella città natale, lavorò prima presso la corte dei duchi Gonzaga a Mantova e poi per la Repubblica di Venezia, divenendo Maestro di Cappella nella Basilica di San Marco.

La sua prima opera, L’Orfeo, rappresentata per la prima volta a Mantova nel 1607, è già un enorme passo avanti rispetto alle prime opere, grazie ad alcune peculiarità fondamentali, che verranno arricchite e approfondite nelle altre due opere che ci sono pervenute: Il ritorno di Ulisse in patria, del 1640, e L’Incoronazione di Poppea, del 1642.

Nelle opere di Monteverdi troviamo alcuni degli elementi fondamentali del genere: innanzitutto l’introduzione strumentale, sezione che diventerà sempre più importante, fino ad assumere una dignità propria come l’ouverture; l’orchestrazione è utilizzata in senso più preciso ed espressivo; lo stile del canto utilizza non solo il recitativo, in cui un personaggio recita declamando con un accompagnamento strumentale ridotto, ma anche l’aria, una melodia accompagnata dagli strumenti che descrive lo stato d’animo di un personaggio e l’arioso a metà fra il recitativo e l’aria;  lo sviluppo drammatico si fa sempre più vicino al gusto del pubblico e il ruolo del coro viene potenziato, diventa un personaggio esso stesso, partecipando all’evolversi della storia con un coinvolgimento mai visto prima.

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ORFEO

Orfeo, personaggio della mitologia greca, fu uno dei primi protagonisti del Melodramma e uno dei soggetti più utilizzati; egli era un cantore che grazie alla potenza della sua musica riusciva ad ammansire le bestie feroci, a smuovere i sassi, a fermare il corso dei ruscelli. Il mito ci narra che, avendo perso la sua sposa Euridice morsa da un serpente velenoso il giorno del matrimonio, disperato discese nell’oltretomba dove, grazie alla sua musica riuscì a commuovere gli Dei che accettarono di far ritornare in vita la sua amata, ponendo però una condizione: nel ritornare sulla terra, non doveva mai rivolgere il capo per accertarsi che Euridice lo seguisse. Orfeo non seppe resistere alla tentazione, venne meno ai patti e perse definitivamente la sua sposa, che dovette così ritornare nel regno dei morti.

Video intera opera “Orfeo” di Monteverdi

  • Ascolta la sinfonia d’apertura
  • Ascolta il coro di ninfe e pastori: “Lasciate i monti, lasciate i fonti” (Video 15.49)
  • Ascolta aria di Orfeo: Tu se’ morta, mia vita, ed io respiro? (Video 35.28)

ASCOLTO: Il lamento di Arianna” dal Melodramma “L’Arianna” (1608)

DALLE CORTI AL TEATRO A PAGAMENTO

In un primo tempo i melodrammi venivano rappresentati nelle corti o nei grandi palazzi dei nobili, in occasione di avvenimenti particolari, come incoronazioni, matrimoni, feste, ed erano eventi unici e irripetibili, caratterizzati da un impianto scenico sfarzoso.

Nel 1637 fu invece aperto a Venezia il primo teatro a pagamento, il “San Cassiano”, un evento del tutto straordinario che permise anche alla borghesia la partecipazione agli spettacoli teatrali e che determinò il definitivo successo del melodramma; nel giro di mezzo secolo il San Cassiano fu affiancato da altri sedici teatri, dove furono allestite oltre 300 opere e moltissimi nuovi teatri si aprirono in tutta Europa.

Da questo momento in poi i teatri, per sopravvivere, avevano bisogno di incassi certi e continui e per ottenere questo dovevano soddisfare le richieste del pubblico. Nasce così la figura dell’impresario, che diventa il vero responsabile del successo o dell’insuccesso del teatro: egli deve scritturare i cantanti, i compositori (che dovevano scrivere la musica dell’opera, assecondando i gusti del pubblico), i librettisti (cioè i letterati e i poeti che mettevano in versi la storia dell’opera), i musicisti, gli scenografi (che tanta importanza rivestiranno perché in grado di sbalordire gli spettatori con le loro trovate sceniche fantasiose e spettacolari) e così via.

IL MELODRAMMA, UNO SPETTACOLO MULTIMEDIALE

Vediamo, nel dettaglio, quali sono gli elementi che caratterizzano il melodramma. Si tratta di un vero e proprio spettacolo multimediale in quanto integra diverse forme comunicative.

IL LIBRETTO

Il libretto è il testo letterario realizzato in versi, simile al copione teatrale.

L’ORCHESTRA

Accompagna e sostiene il canto.

I CANTANTI

I cantanti interpretano i vari personaggi che dialogano, commentano, riflettono. Sono attori che invece di recitare, cantano. I cantanti cantano con l’impostazione lirica tecnica che serve a dare più volume alla voce.

LA SCENOGRAFIA

La scenografia comprende tutti gli elementi che consentono di ricostruire i luoghi e i contesti della vicenda rappresentata (fondali, arredi, illuminazione ecc.)

IL CORO E IL BALLETTO

Il coro e il balletto sono spesso presenti nel melodramma. Il loro ruolo s’intreccia con quello dei cantanti per lo svolgimento della storia.

LA COREOGRAFIA

La coreografia consiste nel progettare e realizzare tuti i movimenti e i gesti scenici (in particolare quelli del balletto).

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QUIZ N.1

QUIZ N.2 – LA STRUTTURA DEL MELODRAMMA

QUIZ N.3 – IL MELODRAMMA

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