1-IL RATTO DAL SERRAGLIO

Serraglio s. m. [dal turco saray, “edificio, palazzo”].

  • 1.  [residenza dei sovrani e potenti del mondo islamico: il s. di Istanbul] ≈ ‖ palazzo (reale), reggia.
  • 2.(estens.) [parte della casa musulmana, riservata alle donne e ai bambini e preclusa agli estranei] ≈ harem.

IL FASCINO DEI MONDI LONTANI

Il Settecento è un’epoca cosmopolita: l’uomo è cittadino del mondo e i musicisti, in particolare, sono i più internazionali. Nelle grandi capitali europee vivono stabilmente musicisti provenienti da Paesi diversi.

Gli ideali illuministici favoriscono lo spirito di tolleranza e di desiderio di conoscere e comprendere le culture di popoli lontani.

Dell’oriente incuriosiscono in particolare taluni usi e costumi bizzarri, che spesso vengono letti in chiave comica dagli artisti: è il caso del serraglio (il palazzo del sultano dove vivevano rinchiuse le sue numerose mogli), che diviene luogo abituale di intrecci e travestimenti.

Desta simpatia e crescente favore anche la musica militare dei giannizzeri, le guardie del corpo del sultano, con la loro “musica turca” fatta da grancassa, piatti, triangolo e ottavino. Questi strumenti, tipici delle bande militari, sono ora inseriti nelle orchestre.

Andamenti di marcia fortemente marcati vengono spesso utilizzati dai musicisti, a volte con la stessa strumentazione “turca” sopra citata, altre volte con strumenti della tradizione occidentale, come il pianoforte come ad esempio “Il Rondò alla turca” dalla sonata per pianoforte n.11 K331 di Mozart.

IL RATTO DAL SERRAGLIO

Mozart compone “Il ratto dal serraglio” (in lingua tedesca), nel 1781 a Vienna, dove viene rappresentato l’anno successivo.

La vicenda si svolge in Turchia, nel palazzo del Pascià Selim, che spera di conquistare il cuore di Costanza, rapita dai pirati e ora sua prigioniera. Il nobile spagnolo Belmonte, fidanzato di Costanza, si introduce nel palazzo per liberarla e cade nelle mani delle guardie. Ma il sultano è un uomo generoso e concede a tutti la libertà. L’argomento esotico è sottolineato dalla cosiddetta “musica turca”: il rombo della grancassa, lo schiocco metallico dei piatti, il tintinnio cristallino del triangolo, il sibilo dell’ottavino imitano le marce militari dei soldati turchi e ci ricordano con tono divertito e pittoresco l’ambiente favoloso del lontano oriente.

Il ratto dal serraglio

Singspiel tedesco in tre atti
Libretto di
Christoph Friedrich Bretzner

PERSONAGGI

Selim,                  Pascià Voce recitante
Konstanze,         amante di Belmonte – Soprano
Blonde,               cameriera di Costanza – Soprano
Belmonte           amante di Costanza – Tenore
Pedrillo,              servitore di Belmonte  e guardiano dei giardini del Pascià – Tenore
Osmin,                 guardiano della villa del Pascià – Basso
Klaas,                   marinaio
Un servo muto
Guardia
Coro di giannizzeri

Prima rappresentazione assoluta:
Vienna, Burgtheater, 16 luglio 1782

L’Ouverture è il brano iniziale dell’opera. L’inizio in pianissimo ci dà l’idea della lontananza della vicenda; poi, quasi con effetto cinematografico, la scena viene portata subito in primo piano con un fortissimo dell’orchestra. Il racconto ha inizio e un’atmosfera fiabesca ci avvolge.

ATTO 1

Piazza davanti al palazzo di Selim pascià

Dopo lunghe ricerche, il gentiluomo spagnolo Belmonte ha scoperto che l’amata Konstanze, rapita dai corsari con la cameriera Blonde e il servitore Pedrillo, fidanzato di quest’ultima, è ora rinchiusa nel serraglio del pascià turco Selim (Belmonte-Aria: Hier soll ich dich denn sehen). Giunto dinanzi al palazzo del pascià, Belmonte interroga Osmin, posto a guardia del serraglio. Questi, tuttavia, rifiuta di rispondere alle sue domande e lo scaccia bruscamente (Osmin e Belmonte-Lied e duetto: Wer ein Liebchen hat gefunden). Anche Pedrillo, al servizio di Selim in qualità di giardiniere, è minacciato costantemente da Osmin, il quale, invaghito di Blonde – a lui donata dal pascià – mal sopporta il sentimento d’amore che unisce i due giovani (Osmin-Aria: Solche hergelauf’ne Laffen). Non appena Osmin si allontana, Belmonte incontra Pedrillo, dal quale apprende che la fedele Konstanze non ha mai ceduto alle profferte amorose di Selim. Rincuorato da tale notizia, Belmonte informa il servitore di avere già predisposto una nave pronta a ricondurli in patria. Ma Pedrillo consiglia cautamente al padrone di presentarsi prima al pascià nelle vesti di architetto: potrà in tal modo avvicinare Konstanze e rinnovarle il proprio amore (Belmonte-Aria: Konstanze! dich wiederzusehen!). Accolti da un coro di giannizzeri, Konstanze e Selim sbarcano dinanzi al palazzo (Coro: Singt dem grossen Bassa Lieder). Il pascià dichiara nuovamente a Konstanze il proprio amore, ma la giovane ribadisce che il suo cuore è già votato al promesso sposo (Konstanze-Aria: Ach ich liebte, war so glucklich!). Pedrillo presenta allora Belmonte a Selim, indicandolo come un celebre architetto italiano pronto a offrirgli i suoi servigi. Vanamente Osmin si oppone all’ingresso in palazzo di Belmonte: egli e Pedrillo varcano rapidamente la soglia (Belmonte, Pedrillo e Osmin-Terzetto: Marsch, marsch, marsch!).

ATTO 2

Giardino del palazzo di Selim pascià

Blonde tiene a bada Osmin al quale non nasconde di preferire il giovane Pedrillo (Blonde e Osmin-Aria: Durch Zartlichkeit und Schmeicheln). Inutili si rivelano le rimostranze di Osmin: la ragazza non tarda a scacciarlo in malo modo (Blonde e Osmin-Duetto: Ich gehe, doch rate ich dir). A Blonde si confida ora Konstanze, la quale attende speranzosa l’arrivo dell’amato Belmonte (Konstanze-Aria: Traurigkeit ward mir zum Lose). Selim, infatti, ha minacciato di costringerla con la forza ad accettare la sua proposta amorosa. Ma Konstanze mai tradirà la fede giurata (Konstanze-Aria: Martern aller Arten). Avvisata da Pedrillo dell’arrivo di Belmonte e del progetto di fuga, Blonde si accinge a informare la padrona (Blonde-Aria: Welche Wonne, welche Lust). Nel frattempo, Pedrillo elude la sorveglianza di Osmin (Pedrillo-Aria: Frisch zum Kampfe!). Con grande astuzia egli offre una bottiglia di vino drogato al guardiano, il quale in breve si allontana ubriaco e barcollante (Pedrillo e Osmin-Duetto: Vivat Bacchus! Bacchus lebe!). Belmonte può così incontrare Konstanze (Belmonte-Aria: Wenn der Freude Tranne fliessen). Le due coppie di amanti, dissipata ogni gelosia, si apprestano a fuggire (Quartetto: Ach Belmonte! Ach mein Leben!).

ATTO 3

Piazza davanti al palazzo di Selim pascià

Tutto è predisposto per la fuga. Belmonte, al fine di non destare sospetti durante l’attesa, intona un’aria per celebrare la potenza d’amore (Aria: Ich baue ganz auf deine Starke). Pedrillo, a sua volta, canta una serenata quale segnale convenuto (Romanza: In Mohrenland gefangen war). Ma il tentativo di fuga è sventato dall’intervento di Osmin: egli potrà finalmente vendicarsi dei torti ricevuti dai quattro fuggiaschi (Aria: O, wie will ich triumphieren).

Stanza del pascià

Osmin ha denunciato al pascià il duplice tentativo di fuga. Interrogando Belmonte, Selim apprende che questi è figlio di un suo acerrimo nemico, del quale potrà ora vendicarsi. Rimasti soli, Belmonte e Konstanze giurano che affronteranno uniti la morte (Duetto: Meinetwegen sollst du sterben!). Anche Pedrillo e Blonde attendono di essere giustiziati, ma Selim non tarda a mostrare la propria clemenza: egli perdona tutti e ordina che le due coppie di innamorati siano condotte alla nave. Mentre Belmonte, Konstanze, Pedrillo e Blonde inneggiano alla bontà di Selim, Osmin si allontana furioso e un coro di giannizzeri celebra la gloria del pascià (Vaudeville: Nie werd’ ich deine Huld verkennen – Coro: Bassa Selim lebe lange!).

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