LA CANZONE POP

COME NASCE UNA CANZONE

Una canzone può nascere dalla necessità di dare una veste musicale a un testo poetico preesistente, oppure trarre origine da un motivo “che ci frulla nella testa. Altre volte parole e musica nascono insieme. Comunque sia, le idee vanno poi sviluppate per dar “forma” a una vera canzone e, poiché nella breve durata del brano nulla deve trovarsi fuori posto, occorre avere chiara la struttura della composizione che si vuole realizzare, vale a dire le varie parti che la costituiscono e la loro collocazione. Guccini, ad esempio, predilige la forma strofica (monopartita, di ballata), una successione di strofe musicalmente identiche che fanno da supporto alla narrazione, in questo caso il racconto della propria esperienza di autore di canzoni.

F. Guccini: “Una canzone”.

STROFA E RITORNELLO

Il più delle volte una canzone si organizza in due parti distinte basate su due motivi di diverso carattere musicale ed espressivo. Una di queste, la strofa, serve all’autore per raccontare la vicenda: la melodia asseconda il testo mantenendo un andamento abbastanza vicino al parlato. Nell’altra parte, il ritornello, il testo assume carattere lirico, la musica si carica di espressività e il canto si fa più appassionato. Se nella strofa l’autore ricerca la giusta atmosfera, nel ritornello egli svela le sue carte: qui ci deve essere tutto quello che si deve ricordare della canzone, quindi il testo è facilmente memorizzabile e la melodia orecchiabile.

Un esempio di canzone in forma strofa-ritornello è “Almeno tu nell’universo”. Individuate e riportate nello schema seguente la successione delle strofe (S) e dei ritornelli (R). Fate attenzione alla sezione nella quale si inserisce l’intervento strumentale: si tratta di una strofa o di un ritornello?

S ____ R ____ ____ ____ ____ ____ sfumando

INTRODUZIONE E CODA

Nella sua forma più semplice e ricorrente la canzone alterna strofa e ritornello, ma non faticherete certo a trovare eccezioni. Spesso, oltre alle due parti principali, sono presenti brevi passaggi orchestrali o vocali che assolvono particolari funzioni strutturali: introdurre, collegare le diverse sezioni, concludere il brano o semplicemente inserire una nota di colore.

A volte si usa far precedere la canzone vera e propria da una breve introduzione. Questa può avere un testo, ad esempio il racconto di un antefatto, o presentare una parte strumentale originale, magari derivata da una frase musicale che l’ascoltatore incontrerà nel corso del brano. In ogni caso l’introduzione ha il compito di preparare l’atmosfera della canzone stessa. Un esempio lo troviamo nella canzone “Samarcanda” di R. Vecchioni.

Per terminare un brano, invece, spesso si ricorre all’espediente di ripetere molte volte il ritornello sfumandolo, cioè diminuendo progressivamente l’intensità al momento della registrazione.

Più di rado viene realizzata appositamente una nuova frase melodica, detta coda, con funzione conclusiva.

Un celebre esempio di coda musicale si trova in “Hey Jude” dei Beatles: qui la coda assume dimensioni fuori dal comune, occupando addirittura più della metà della durata del brano.

Esercizio: Cercate fra le canzoni che conoscete quelle che utilizzano vere e proprie code per finire e altre che si limitano invece a ripetere il ritornello sfumandolo.

Canzoni con la coda Canzoni che sfumano il ritornello
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INCISO

A volte la struttura di un brano si complica ulteriormente con l’aggiunta dell’inciso: una sezione, generalmente di 8 battute e melodicamente diversa, che ha la funzione di separare la ripetizione di strofe e ritornelli.

Nell’esempio che ascolterete ora, oltre alle parti fin qui esaminate e due intermezzi strumentali, è presente l’inciso.

Completa lo schema seguente cercando in particolare di individuare dove esso si colloca: usate S per strofa, R per ritornello e I per inciso.

Ligabue “Happy hour”

Intro S _ R Str.le _ _ _ _ Str.le _ _ _ coda

Pausini “La solitudine”

Intro S _ R _ Rit.Str.le _ _ _ _ _ _ _ _ _ coda

CHORUS E BRIDGE

Nel repertorio inglese e americano, la canzone si presenta generalmente in una forma diversa da quelle precedentemente illustrate. Spesso infatti la strofa iniziale (in inglese: verse) non è presente e il brano propone immediatamente la sua parte più importante e memorabile, il ritornello (in inglese. Chorus), seguito dall’inciso (in inglese: bridge) il cui compito è quello di intervallare le diverse ripetizioni del chorus.

Si può dire che, mentre la forma strofa-ritornello fa entrare l’ascoltatore un po’ alla volta nel clima del brano, la forma chorus-bridge lo “aggredisce” subito con il suo motivo principale.

Verificate il diverso effetto prodotto dalla canzone in forma chorus-bridge ascoltando “Over the rainbow”.

LA CANZONE: MAPPA CONCETTUALELA CANZONE.png

SCHEMA ANALISI CANZONE

L’ARRANGIAMENTO

Capita frequentemente di ascoltare vecchie canzoni presentate in una nuova veste. L’artefice di questi travestimenti è l’arrangiatore: un professionista della musica poco noto al pubblico, ma molto apprezzato dagli addetti ai lavori. Il suo ruolo è sostanzialmente diverso da quello del compositore: mentre quest’ultimo dà vita a qualcosa di nuovo e originale, l’arrangiatore interviene su un materiale musicale preesistente, confezionandogli la veste definitiva che conosciamo. In particolare l’arrangiatore sceglie sonorità che contribuiscono al sound complessivo, decide la velocità e lo stile d’esecuzione, stabilisce gli interventi di voci e strumenti. Inoltre può anche modificare la struttura del brano.

Solitamente l’arrangiatore interviene quando il brano è ancora nella forma di canto e accompagnamento; altre volte prepara un arrangiamento nuovo su uno preesistente, per adattare il brano a differenti esigenze. La qualità e l’originalità dell’arrangiamento risultano comunque determinanti per il successo del brano stesso e fondamentali per l’elaborazione dello stile di un cantante o di un gruppo. Sono innumerevoli gli esempi di canzoni modeste che hanno conosciuto il successo per merito di un arrangiamento riuscito.

LE RAGIONI DELL’ARRANGIAMENTO

Dietro un arrangiamento vi è sempre l’idea di appropriarsi di un determinato brano musicale per adattarlo alle proprie necessità. Queste sono essenzialmente determinate dal pubblico che si vuole raggiungere: è ovvio, infatti, che è diverso rivolgersi a un pubblico di adulti rispetto a voler vendere dischi a dei teenager. Al di là di questo, spesso l’arrangiatore deve adeguare il brano alle circostanze nelle quali questo è proposto (sala da concerto, discoteca ecc.) e quindi alle funzioni che deve assolvere (ascolto, ballo ecc).

Sempre più spesso capita di incontrare musiche molto conosciute in contesti diversi dall’originale. E’ il caso, ad esempio, delle canzonette o delle arie d’opera utilizzate dalla pubblicità, o dei brani sinfonici trasformati in colonne sonore di film. In questi casi l’intervento dell’arrangiatore consiste nell’adattare il brano ai tempi dell’azione (pensate ai tempi brevissimi di uno spot pubblicitario) e alle diverse situazioni espressive.

Esercizio: ascolta “My favourite things” nella versione originale e poi in alcuni arrangiamenti e indica cosa resta uguale e cosa cambia.

Brano di J. Andrews: “My favorite things

“My favourite things” Che cosa resta uguale? Che cosa cambia?
1. John Coltrane    ___________________________ ____________________________
2. Arr.to di Estéban

3.Arrang.ti vari

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ARRANGIAMENTI A CONFRONTO

Ecco una tabella che vi permetterà di analizzare più approfonditamente le caratteristiche degli arrangiamenti. Per esercitarvi, ascoltate alcune coppie di brani costituite dall’originale e da un suo arrangiamento: per ciascuna coppia compilate la tabella cercando di riempire più caselle possibili.

Originale: Se telefonando – Mina       Arrangiamento: Se telefonando Delta V.

Originale: La Cura – Battiato             Arrangiamento: La cura – Battiato

Versione originale Versione arrangiata
Interpreti _____________________________ _____________________________
Organico strumentale _____________________________ _____________________________
Parte solista _____________________________ _____________________________
Durata _____________________________ _____________________________
Struttura _____________________________ _____________________________
Dinamica _____________________________ _____________________________
Velocità _____________________________ _____________________________
Ritmo _____________________________ _____________________________
Testo _____________________________ _____________________________
Carattere espressivo _____________________________ _____________________________
Funzione _____________________________ _____________________________
Altro _____________________________ _____________________________

L’ARRANGIAMENTO: MAPPA CONCETTUALE

L'ARRANGIAMENTO

SCHEMA ANALISI CANZONE

MODELLO PER IL LAVORO DI  ANALISI SULLA CANZONE

ALTRO ESEMPIO di commento sulla canzone Auschwitz

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