5-IL BAROCCO 1600-1750

L’ETA’ BAROCCA

l Seicento è un periodo pieno di contrasti: vi si combatte l’ultima guerra di religione (la guerra dei Trent’anni); inizia la moderna ricerca scientifica, grazie a Galileo Galilei; le grandi potenze europee iniziano a sfruttare i territori americani scoperti un secolo prima e si sviluppa una ricca economia. Olanda, Francia e Inghilterra si arricchiscono enormemente; l’Italia, divisa territorialmente, è sotto la dominazione straniera di Spagna e Austria, ed è colpita da epidemie di peste e carestie. In Europa si affermano grandi monarchie nazionali: quella francese del Re Sole è la più sfarzosa. La nobiltà che vive alla corte di Versailles conduce una vita fastosa e spensierata. Il popolo invece, che rappresenta il 99% della popolazione, versa in condizioni di miseria. Lo stile artistico che si sviluppa in questo periodo prende il nome di Barocco (parola che deriva dallo spagnolo e significa “bizzarro”). E’ uno stile ricco di eccessi e fantasia, che vuole stupire per la spettacolarità e la ricchezza di ornamenti. L’obiettivo degli artisti è quello di celebrare il potere dei sovrani e della Chiesa attraverso le loro opere. Nell’ambito musicale, con questo termine si indica il periodo compreso circa fra il 1600 e il 1750, in riferimento a due grandi avvenimenti: la nascita del melodramma (detto comunemente “opera”) e la morte dei due grandi musicisti tedeschi Johan Sebastian Bach e Georg Friedrich Haendel. L’Italia è, in questo periodo, la nazione guida in campo artistico: Venezia, Napoli e Roma sono, musicalmente, le città più attive e importanti. Tale primato è contrastato dalla Francia, che elabora uno stile nazionale più legato alla danza. Anche in Germania, terra di grandissimi musicisti. Lo stile italiano è riferimento costante.

TUTTO E’ SPETTACOLO

In una società segnata da conflitti, disparità sociali e miseria, i potenti (papi, re, principi e signori) cercano, attraverso il fasto e le cerimonie, di creare l’illusione di un mondo perfettamente ordinato e sereno, dove l’apparenza è molto più importante di ogni altro aspetto. La tendenza alla spettacolarizzazione coinvolge la musica, che diventa essa stessa spettacolo e colonna sonora di ogni avvenimento importante. I musicisti sono tanto più applauditi dagli spettatori, quanto più li divertono e li stupiscono con mille bizzarrie, esagerazioni e stranezze. Le espressioni artistiche si arricchiscono di ogni sorta di ricercatezze e ornamenti e i musicisti per arricchire le loro composizioni, inseriscono nei brani molti abbellimenti, gruppi di note eseguite velocemente che rendono la melodia più espressiva, più vivace ritmicamente. Spesso gli abbellimenti sono improvvisati sul momento dagli esecutori, che li utilizzano per dimostrare la loro bravura e stupire gli ascoltatori. Gli esecutori hanno, in questo periodo, una notevole libertà nell’interpretazione, e la loro importanza non è inferiore a quella dei compositori.

CONTRASTI E COLPI DI SCENA

Al fine di emozionare e coinvolgere lo spettatore, l’arte barocca utilizza forti contrasti: in pittura, ad esempio, si alternano e accostano colori molto chiari ad altri molto scuri (effetto che si chiama appunto “chiaro-scuro”) mentre in architettura si affiancano forme curve ad altre rettilinee. Anche nella musica sono presenti contrasti sonori, cioè parti con caratteristiche molto diverse tra loro. Alternando i timbri degli strumenti, oppure un gruppo ristretto di strumenti al resto dell’orchestra, o ancora un solista all’orchestra, i compositori creano effetti molto suggestivi. Altro elemento caratteristico della musica barocca sono le improvvise variazioni di intensità tra il piano e il forte. Nel melodramma e nell’oratorio si creano contrasti alternando i recitativi alle arie. Le composizioni strumentali sono formate da più brani, (i movimenti), lenti o veloci, che si alternano. Di conseguenza si avvicendano anche le sensazioni e gli stati d’animo suscitati dalla musica: a una sensazione di serenità associata a un movimento lento, può seguire una sensazione di dinamismo o inquietudine provocata da un movimento molto veloce.

IL PIACERE DI COMMUOVERSI

Nel Barocco l’arte deve stupire, ma anche e soprattutto commuovere. Pittori e scultori scelgono situazioni e personaggi che trasmettono grande passione e tensione emotiva. Anche la musica cerca di esaltare i sentimenti per emozionare gli ascoltatori. I musicisti abbandonano progressivamente la polifonia in favore di uno stile più semplice, ma capace di parlare al cuore dell’ascoltatore. I brani non presentano più, come in passato, varie linee melodiche eseguite contemporaneamente, ma una sola melodia dal carattere molto marcato e suggestivo, capace di evocare sensazioni forti. Nel melodramma i cantanti – con la voce, la gestualità e la recitazione – devono toccare e appassionare il pubblico, trasportarlo nella dimensione della vicenda narrata. La musica strumentale si arricchisce di capacità espressive grazie all’impiego sempre maggiore degli archi, capaci più di altri strumenti di evocare le sottili sfumature dei sentimenti umani.

GLI STRUMENTI BAROCCHI

Ne periodo barocco gli strumenti musicali vengono perfezionati e, in taluni casi, trasformati radicalmente. Tra tutti il violino è quello che gode di maggior fortuna. Le sue capacità espressive, simili alla voce umana, la bellezza del timbro e la particolare agilità ne fanno lo strumento principe della musica barocca. Al suo successo contribuiscono anche i grandi liutai italiani: a Cremona le famiglie Amati, Guarnieri e soprattutto Stradivari costruiscono strumenti ad arco di particolare bellezza e perfezione, dal suono ancora oggi insuperato. Il clavicembalo, nato alla fine del Trecento, si afferma proprio in questo periodo, raggiungendo il massimo splendore per la perfezione della costruzione, la bellezza delle decorazioni e il grande numero di composizioni a esso dedicate. Il liuto, strumento principe del Rinascimento, viene modificato con l’aggiunta di corde per i suoni bassi. Iniziano a formarsi orchestre stabili di musicisti professionisti. La prima in assoluto, costituita nel 1626, è quella dei “24 violini del Re”, alla corte del Re Sole: un’orchestra d’archi, divisa in sezioni secondo l’estensione degli strumenti, similmente a come accade oggi.

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