1 – TEMA E VARIAZIONI

La forma più semplice tra le forme semplici è senz’altro il tema e variazioni. Nel Settecento e nei primi decenni dell’ottocento era molto in uso presso i musicisti comporre musica seguendo una costruzione di questo tipo, essenzialmente monopartita e basata sul principio della somiglianza, ovvero della ripetizione variata.

Si partiva da un tema, cioè da una melodia quasi sempre tratta dal repertorio popolare o da composizioni di altri musicisti, e lo si ripeteva tante volte trasformandone ogni volta uno o più aspetti: ritmo, armonia, melodia, velocità dinamica, timbri ecc.

Tale procedimento poteva essere realizzato con diverse tecniche. Si poteva infatti:

  • Intervenire sulla melodia, cambiando o aggiungendo note (ornamenti, abbellimenti);
  • Variare la durata delle singole note totalmente o parzialmente, e aggiungere o togliere pause,
  • Trasformare l’indicazione di tempo (ad esempio da tempo semplice a composto);
  • Accelerare o rallentare l’andamento originario diminuendo o aumentando i valori,
  • Variare l’intensità e i segni di espressione (da legato a staccato ecc.);
  • Cambiare le armonie e i timbri strumentali;
  • Cambiare il testo se si tratta di una canzone;
  • Trasformare il “modo”, da minore a Maggiore o viceversa.

In base alla quantità di elementi trasformati, nelle singole variazioni il tema poteva:

  • Restare sempre perfettamente riconoscibile;
  • Nascondersi dietro modifiche elaborate pur comparendo di tanto in tanto;
  • Diventare quasi irriconoscibile fino a trasformarsi del tutto.

AH, VOUS DIRAI-JE MAMAN (“Mamma, ti dirò”)

Variazioni K265 per pianoforte di W.A. Mozart

Il primo esempio proposto di tema variato parte da Ah, vous dirai-je maman (“Mamma, ti dirò”) tema usato da Mozart nel 1778 per fare delle “variazioni”; esso è formato da tre frasi di cui la prima e la terza sono uguali:

Melodia MAMMA TI DIRO’

Canto MAMMA TI DIRO’

Le variazioni di Mozart su questo tema sono in tutto dodici. Le trasformazioni effettuate sono basate sull’aggiunta di note, sulla sovrapposizione di linee melodiche complementari, su cambiamenti ritmici, dinamici ed espressivi. In ciascuna di esse, però, possiamo individuare il tema originale, magari canticchiandolo contemporaneamente o contando le battute di ogni frase (sono quattro in ogni frase e occorre tener conto dei segni di ritornello).

ESERCIZIO: Ciascuno di voi inventi un nuovo testo, adattandolo alla melodia, e poi lo canti. – Esercizio MAMMA_TI_DIRO’

AU CLAIR DE LA LUNE  (Video a 2.47)

AU CLAIR DE LA LUNE – Variazioni Organo

(Muzio Clementi)

Un altro esempio musicale nel quale il tema, nonostante le modifiche, resta sempre riconoscibile è il tema Au clair de la lune (“Al chiaro di luna”), usato dal compositore Muzio Clementi (1752-1832) come tema di partenza delle Variazioni della Fantasia Op.48.  La melodia ha origine nella tradizione folcloristica francese ed è ispirata alla malinconica e lunare figura di Pierrot.

Melodia AU CLAIR DE LA LUNE

ESERCIZIO: Ciascuno di voi inventi una variazione, modificandone uno o più aspetti scegliendoli fra quelli prima indicati, e poi la suoni con il flauto.

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