DA LUTERO AI CORALI DI BACH

LUTERO SULLA MUSICA:

“Ho sempre amato la musica […]. La musica è un dono sublime che Dio ci ha dato,
ed è simile alla teologia. Non darei per nessun tesoro quel poco che so di musica”
(Lutero, Dalla lettera a Ludwig Sentì, 4 ottobre 1530).

LA RIFORMA PROTESTANTE RIVOLUZIONO’ LA MUSICA SACRA

La Riforma di Lutero non consistette soltanto nel dare nuove regole alla liturgia, ma rivoluzionò anche il concetto di musica sacra.
Tra l’inizio del Cinquecento e la fine del secolo successivo, la Riforma luterana inserì molte novità anche nella musica. Martin Lutero, alla ricerca di nuove impostazioni sul rapporto tra i fedeli e Dio, introdusse il volgare nella liturgia riformata, la traduzione della Bibbia in tedesco è uno degli esempi più famosi.

Anche la musica rientrava nella liturgia riformata ed ebbe una funzione molto importante che Lutero non si lasciò sfuggire. Il corale fu una forma espressiva prettamente protestante, serviva a coinvolgere il popolo in modo personale alla liturgia.

Lutero sfruttò abilmente la grande tradizione dei canti popolari per tradurla in corali e per questo erano molto diffusi negli strati socialmente inferiori della popolazione.

Il corale si sviluppò, seguendo il progresso della tecnica musicale di quel periodo e lo troviamo in svariate forme: monofonico, polifonico e di tipo mottettistico. Molti canti in lingua volgare, da quelli dei Minnesänger a quelli penitenziali ed anche quelli militari, divennero, poi, corali.

L’uso del canto corale dei fedeli andava contro i canoni del cattolicesimo, che invece lo delegava soltanto ai musicisti ed agli ecclesiastici (infatti i cori, come luogo architettonico all’interno delle chiese cattoliche, sono uno spazio separato rispetto quello dei fedeli).
Con la riforma protestante il canto sacro cessa di essere uno spettacolo o un concerto offerto da musicisti di professione, e diventa qualcosa di diverso: coinvolge il cristiano in una partecipazione attiva .

La parola cantata permetteva alla riunione dei credenti, che ai suoi tempi erano per la maggioranza incolti, di imparare facilmente i temi della fede cristiana, dal momento che i testi dei canti erano in tedesco.

Il corale fu sviluppato da vari musicisti dell’Europa centrale e settentrionale, ma il suo esponente più celebre fu Johann Sebastian Bach (componiamo un Corale insieme a Bach).

Ascolta di Bach: BWV 244-63 “O Haupt voll Blut und Wunden”  – BWV 147″Jesus bleibet meine Freude”

Bach era ancorato profondamente al credo evangelico-luterano. Per lui, come per gli altri compositori barocchi di musica sacra:

 “Scopo della musica è di lodare Dio attraverso il canto e il suono tutti i giorni e a tutte le ore. Tutte le altre arti, tranne la teologia e sua figlia la musica, sono solo predicatori muti. Neanche lontanamente commuovono i cuori e le anime in modo così forte e vario”.

Negli scritti di Bach troviamo continuamente la lode di Dio per la cui gloria sono state composte le varie opere. Nei suoi corali, le parole della Bibbia e la fede tradizionale sono rappresentate in modo appassionato.

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