6-REALISMO E VERISMO

IL REALISMO IN FRANCIA

In Francia, verso la metà dell’Ottocento, si sviluppa un movimento letterario detto Realismo. Esso si contrappone alla visione idealizzata del Romanticismo e si propone di descrivere con precisione e oggettività la realtà quotidiana dei ceti più bassi. La massima espressione di questa corrente si ha in ambito pittorico. Verso il 1870 il movimento subisce una trasformazione e prende il nome di Naturalismo, agganciandosi al nuovo movimento filosofico del Positivismo che ripone fiducia nella scienza e nel progresso.

Espressione musicale del Realismo francese è l’Opera verista, che ha il suo grande e incompreso precursore in Georges Bizet con la straordinaria Carmen.

IL VERISMO IN ITALIA

Sul finire dell’ottocento e nei primi decenni del Novecento in Italia si afferma il Verismo, che si ispira al Naturalismo francese. In ambito musicale il Verismo è inaugurato dall’Opera lirica Cavalleria rusticana  (leggi la trama)  (Ascolto: “Intermezzo“)  di Pietro Mascagni, tratta da una novella dello scrittore Giovanni Verga, il massimo esponente letterario di questa corrente. L’opera di Mascagni, così come quella dei suoi continuatori Ruggero Leoncavallo, Umberto Giordano e Giacomo Puccini, mette in scena storie vere o situazioni verosimili, caratterizzate da una espressione realistica e cruda dei sentimenti. Con il Verismo, infatti, l’attenzione si sposta su drammi amorosi di carattere passionale e tragico e sui problemi di contadini e proletari; i grandi eroi e i semidei di Verdi e Wagner non esistono più: esiste solo l’uomo con la sua fragilità e i suoi conflitti psicologici.

ASCOLTA dall’Opera “Pagliacci”  (leggi la trama)   di Ruggero Leoncavallo:

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